mercoledì 16 gennaio 2013

Al Bar sport democratico

Io c'ero, venerdì scorso, nell'aula consiliare del comune di Nurachi, ad ascoltare la presentazione del bel libro di Emiliano Deiana, intitolato Bar sport democratico.
Un tardo pomeriggio freddo e buio che ancora un po' non trovavo il posto e arrivavo in ritardo. Per fortuna, nonostante di gente in giro ce ne fosse poca, una vecchina di quelle arzille (zia Furicca?) mi ha dato le indicazioni che Google maps non sarebbe certo in grado, e in un attimo, mi sono trovato parcheggiato, con l'auto, di fronte al Comune.
Dopo gli inevitabili e cortesi saluti alle personalità, è iniziata la conta dei quattrini, con annessi spiccioli. 
Perché, sia chiaro, il libro di Emiliano (12€, Ethos edizioni) ce lo volevamo accaparrare tutti, con tanto di dedica, prima che sotto intervista lui iniziasse a parlare.
Ho consumato con curiosità e velocemente, la prefazione apocrifa di un pungente D'Alema, il quale in perfetto stile politichese dissuade sostanzialmente dal leggere il libro. Il che, lo sapete, è la migliore raccomandazione. 
Poi è stato Emiliano stesso a catapultarci, con molto garbo, dentro le pagine da lui scritte. A partire dalla spiegazione del titolo: forse Fenomenologia democratica sarebbe stato più programmatico ma meno efficace. 
Concordo. Bar sport democratico non solo suona benissimo, ma contiene in sé già una dichiarazione di metodo. Si richiama ambiziosamente al capolavoro di Stefano Benni e ne mantiene le promesse. E' un mosaico di figure, magistralmente ritratte, appartenenti alla galassia del Partito Democratico, dove la satira recita un ruolo di primo piano nell'abbozzare tipi umani tra i più divertenti. 
Certo, non stiamo parlando dei maiores della politica nazionale, per fortuna. Che siano di destra o di sinistra, in quel campo, da tempo non c'è più niente da dire e da inventare.
La commedia umana qui esposta è invece quella dei personaggi minori, da laboratorio provinciale della politica o anche di meno, dove però spesso si è uguali ai cugini più potenti, per devota rincorsa al potere. 
Con linguaggio nitido e preciso, ma anche fantasioso, tutti sono tratteggiati attraverso un'analisi infinitesimale dei loro pregi ma soprattutto dei loro difetti. 
In alcuni di questi ritratti, come L'uomo con il maglione rosso o Io in quanto donna, la satira si fa sferzante ai limiti dell'irriverenza. In altri, come L'androide democristiano e Il demiurgo socialista, il racconto è pure una lucida analisi politica sui trascorsi della vasta zoologia che popola, oggi, la fattoria del Pd. In Zia Furicca che scrive a Matteo Renzi, ti scopri a condividere idee che pensi e non saresti in grado di esprimere. A dire il vero Emiliano fa ancora di più: con Il giovane vecchio e Il protocomunista, costruisce per accumulazione di dati minimi e caratteristiche comportamentali, personaggi marginali ma di sicuro fascino narrativo, indispensabili, per contrasto, a completare il mosaico. 
Che il libro non sia un pamphlet o un'invettiva, e nasca invece dalla passione e da una sincera militanza politica, è scritto nelle prime pagine. E risulta ribadito nel bellissimo manifesto d'apertura: Ho visto le menti migliori della de-generazione democratica. Senza che l'autore smarrisca per una riga la sua fine ironia. 
Non ho abbastanza consuetudine, con gli ambienti della politica e con le segreterie di partito,  da poter riconoscere uno per uno i personaggi che lui ha dipinto. Non credo tuttavia che l'obbiettivo sia stato una nuda e cruda trasposizione della realtà. Anzi. Con una domanda, nel finale, ho cercato di far osservare a un'uditorio molto più dotto di me, in politica, che la questione di Bar sport democratico a me sembra anche parecchio letteraria. Che, insomma, c'è aria di scasso e di truffa intorno a questo libro. Non so se qualcuno abbia capito. 
A guardar bene, magari venerdì nella sala ci sarà stato anche il dottor Destouches in persona, messo lì in un angolo ad ascoltare, e con un piede ribaldo poggiato al muro. Per dire che sì, noi inquieti e visionari siamo i più comici e disperati di tutti, e che dai cattivi maestri si impara sempre bene. Dico ciò, in quanto la prima cosa che ho letto di Emiliano Deiana sta su facebook, ed è un'intervista immaginaria a Luis-Ferdinand Céline, così credibile da sembrare vera.  
Per chi non lo conoscesse, Emiliano Deiana è un militante e dirigente del Pd. Dal 2005 è sindaco di Bortigiadas, nella Gallura, dove vive. Presiede il forum Pd delle autonomie locali e scrive le sue riflessioni politiche sui social networks e su un blog molto seguito. 
   

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