mercoledì 28 marzo 2012

S'Archittu

Chi va in cerca di meraviglie della natura, non può che restare colpito da S'Archittu, una delle bellezze più incantevoli della costa oristanese. 
Si tratta un arco naturale di roccia calcarea di colore chiaro, formatosi per l'azione erosiva del mare, che si trova sul litorale dell'omonimo piccolo paese, non distante da Santa Caterina di Pittinuri, nel comune di Cuglieri.  
L'arco è alto circa nove metri e profondo diverse decine, e mette in comunicazione il mare aperto con la piccola baia. E' circondato da tre isolotti a forma di fungo, levigati anche'essi dalla pazienza delle onde. Può essere raggiunto da una stradina posta a nord del paese. 
La spiaggia di S'Archittu, pur essendo piccola è ottima per i bagni, in quanto riparata dal vento e le acque sono molto tranquille. E' frequentata sia di giorno che di notte, e vi sorgono vicino bar e pizzerie dove ci si può fermare per uno pranzo veloce.
Anche una passeggiata è molto piacevole da queste parti, il sentiero lastricato giunge fin quasi all'arco e da qui si gode un panorama bellissimo, che spazia dall'azzurro intenso del mare fino al verde della macchia mediterranea. L'effetto scenico è ancora più bello la notte, con le luci di un riflettore che illuminano tutta la zona. 
Molto nota è l'abitudine, da parte dei nuotatori più intrepidi, di tuffarsi dall'arco (vedi il video).  
Una competizione che qui è diventata anche sportiva, in quanto da queste parti si sono svolte negli anni anche campionati mondiali dei tuffi da grandi altezze. 
Per chi non ama il rischio, è possibile godersi pigramente il mare, e fotografare la bellezza dei tramonti nelle giornate d'estate, con il sole arancione che sembra fermarsi catturato nell'arco.
Come arrivare: la spiaggia dell'arco si trova poco dopo quella di Santa Caterina di Pittinuri, e ci si arriva in quindici minuti da Cuglieri, e in circa quaranta minuti da Bosa. Da Oristano invece, superato il comune di Riola Sardo, occorre seguire la SP 292 in direzione Cuglieri.  

sabato 24 marzo 2012

La spiaggia di Is Arenas

la spiaggia di Is Arenas

Poco distante dallo stagno di Is Benas, nel comune di Narbolia, sulla strada che conduce a Santa Caterina di Pittinuri, inizia la spiaggia di Is Arenas
Si tratta di una delle spiagge più lunghe della provincia di Oristano - circa 6 km - ed è molto bella, in quanto si trova in un contesto naturalistico di grande interesse. 
Infatti tutto intorno, in un'area vasta molti ettari, sorge una pineta artificiale dove si trova un bellissimo campo da golf. Fu piantata negli anni '50, quando il litorale composto da dune sabbiose rischiava di desertificare la zona, espandendosi verso l'interno spinto dal maestrale. Oggi si tratta di uno degli spazi verdi più grandi della Sardegna. 
La spiaggia di Is Arenas è esposta al maestrale e adattissima per chi ama il surf, sebbene il mare da queste parti, soprattutto vicino alla riva, sia talvolta pericoloso per la presenza di correnti. 
Come arrivare: occorre percorrere la SP 292  da Oristano verso Cuglieri, e una volta superato Riola Sardo, si prosegue fino alla deviazione per la pineta Is Arenas. La spiaggia non è segnalata, ma si può accedere dalla deviazione per il campeggio Nurapolis, oppure al km 108 prima di Torre del Pozzo, si incontra un'altra deviazione che conduce direttamente alla spiaggia.

giovedì 22 marzo 2012

Weekend di sagre e buona cucina

Quello che arriva è un weekend all'insegna delle sagre, in provincia di Oristano. Un'occasione interessante se amate la buona cucina all'aperto e i piatti semplici e salutari della dieta mediterranea.
A Siamaggiore, da venerdì 23 marzo domenica 25, si tiene la 20° edizione della Sagra del Carciofo, con un ricco programma di appuntamenti. Previsti anche un convegno, una gara di Orienteering, oltre che degustazioni  con piatti a base di carciofo, prodotto tipico del territorio sardo. 
A Boroneddu, invece, domenica 25 Marzo si tiene la 25° Sagra degli Asparagi e del finocchietto selvatico. Viene organizzato un pranzo nel Salone parrocchiale, per il quale è gradita la prenotazione, e degustazione dei cibi locali a base di asparagi, con l'apertura degli stand dell'artigianato. La manifestazione è organizzata dalla Proloco, a cui occorre rivolgersi per ulteriori informazioni. 
A Milis, sempre domenica 25 marzo, si tiene la Sagra dei ceci, che prevede dopo la Santa Messa, la benedizione dei ceci e la distribuzione di piatti di legumi ai partecipanti.  
Se amate la buona tavola ma non le sagre, termina questo weekend la prima parte de le Isole del Gusto 2012, la rassegna enogastronomica organizzata dalla Camera di Commercio di Oristano che promuove il territorio, e prevede menù a base di prodotti tipici in molti ristoranti e agriturismi della provincia di Oristano, con prezzi decisamente abbordabili. 

sabato 17 marzo 2012

Ravioli di ricotta

Questa ricetta è un classico della cucina sarda, che conosce tante varianti e arricchimenti ma il cui segreto è soltanto uno: l'utilizzo di ingredienti di Sardegna e tanta buona volontà. In questo post si spiega come fare tutto in casa: dalla pasta, al ripieno con cui riempire i ravioli, da queste parti chiamati cruguxionis

Ingredienti (per un kg):
500 gr. di semola finissima
2 uova 
500 gr. di ricotta di pecora
1 cipolla bionda 
450 gr. di polpa di pomodoro a pezzi
zucchero
noce moscata
olio extravergine di oliva
sale

Preparazione: per prima cosa disporre la semola a fontana sulla spianatoia, unendo al centro le due uova e 1/4 di decilitro di acqua tiepida. Ora lavorare gli ingredienti fino a ottenere una pasta soda e omogenea. A questo punto avvolgere nella pellicola per alimenti e far riposare per almeno 30 minuti. 
Nel frattempo, mondare e lavare gli spinaci, cuocendoli per pochi minuti con la sola acqua di lavaggio. Scolarli e raffreddarli sotto un po' di acqua corrente, strizzandoli dolcemente.  Tritarli e farli insaporire mettendoli in una padella con due cucchiai d'olio, mezza cipolla tritata e un pizzico di sale. 
Mettere i pomodori in un pentolino, unendo il resto della cipolla affettata sottile, sale, un cucchiaino di zucchero, 5 cucchiai d'olio e un mestolino d'acqua. Fare cuocere, coperto, a fiamma media per circa 20 minuti. 
Ora occorre mescolare in una ciotola gli spinaci con la ricotta, l'uovo rimasto, aggiungendo un pizzico di sale e la noce moscata. Successivamente, stendere la pasta in sfoglie sottili e tagliarla a rettangoli di 6 cm per 8 cm. Disporre al centro di ognuno un cucchiaino di ripieno, e chiudere con cura la pasta formando i ravioli. Per chiudere i ravioli usare i rebbi di una forchetta, oppure vedere qualcuno di questi altri modi
Cuocere i ravioli in acqua salata bollente per 2-3 minuti da quando vengono a galla. Scolateli e conditeli con la salsa di pomodoro preparata e una generosa spolverata di pecorino grattugiato, e voilà: dopo tanto lavoro il piacere per il vostro palato è garantito. 

Sa Rocca tunda

La spiaggia di Sa Rocca tunda, vedi la mappa
Un'altra spiaggia della marina di San Vero Milis, anch'essa famosa per le acque basse e la sabbia fine, grigia e compatta, è Sa Rocca Tunda
Questa piccola porzione di litorale prende il nome dal villaggio balneare che le è stato costruito a ridosso nel corso degli anni. Costituisce l'estremità settentrionale de Su Pallosu, ed è rivolta a nord-ovest ed esposta al maestrale.
Molto frequentata dall famiglie, è ottima per tranquille passeggiate sulla riva e per chi possiede e prende in affitto una casa nelle vicinanze. Si arriva facilmente seguendo le stesse indicazioni  per Putzu Idu sulla SP 10, e s'incontra a un certo punto un cartello con la segnalazione a destra che conduce su una strada non asfaltata.  

venerdì 9 marzo 2012

Primavera in giardino 2012

Primavera in giardino 2012
Se questo week end siete indecisi su cosa fare, con le giornate che si allungano e il sole che rende più piacevole uscire, non perdete l'edizione 2012 di Primavera in Giardino, la mostra mercato delle piante insolite e rare che si svolge a Milis, comune della valle del Tirso famoso per i suoi agrumeti e la rassegna del vino novello che ogni anno si svolge dalle sue parti. 
Speciale è innanzitutto la location dell'evento, anche quest'anno l'aristocratica villa Pernis di cui nella foto si può ammirare  il suggestivo portale d'ingresso. 
Si tratta di uno dei vari portali di campagna che si possono incontrare nelle pianure dell'oristanese, risalenti a quando nel '600 e nel '700 si cercò di dare impulso all'agricoltura e si incentivò la coltivazione dell'olivo e degli agrumi. Simili architetture introducevano nei vasti poderi. 
Anche quest'anno, il programma della mostra - sabato 10 e domenica 11 Marzo - è fitto di appuntamenti e di incontri.  Il tema portante è sa lolla, ovvero l'antica veranda della casa campidanese, dove venivano svolte attività della vita quotidiana ed erano esposte le  collezioni di piante. Sarà lo spunto per una lezione di giardinaggio e un viaggio nelle tradizioni, tenuta dal dott. Giuseppe Fois. 
Nell'ambito della manifestazione, si terrà  anche una mostra di pittura botanica illustrata da Marina Virdis, medaglia d'oro alla Royal Horticultural Society. 
Inoltre, grazie ad A.DI.PA. la più importante associazione per quanto riguarda il verde amatoriale in Italia gli appassionati potranno dedicarsi al baratto delle talee, con la speranza di far crescere il numero di associati sardi. 
E soprattutto, sarà possibile passeggiare nell'ameno giardino della villa, circondati dalla bellezza della natura. 

domenica 4 marzo 2012

Il museo degli antichi strumenti musicali

Don Giovanni Dore
Era un affabulatore nato Don Giovanni Dore, per oltre 40 anni parroco di Tadasuni, suggestivo paese con meno di 200 abitanti posto sulle rive del Lago Omodeo, nella regione storica del Barigadu.
Qui, fino a poco tempo prima della sua dipartita, avvenuta nel 2009, Don Dore ha aperto a tutti le porte del suo originale e bellissimo museo degli antichi strumenti musicali della tradizione sarda. Chissà quante persone sono passate da queste parti, tra studiosi di musica popolare, curiosi, turisti e scolaresche. Tra i nomi più noti, in quasi mezzo secolo, perfino quello del grande studioso di launeddas e tradizioni sarde, il danese Andreas Bentzon.
La sua notevole collezione privata, frutto di tanti anni di lavoro e passione, è stata una attrazione importantissima e unica in tutta la Sardegna. C'era una frase di rito con cui il parroco accoglieva i suoi visitatori ed iniziava il tour musicale nel passato: "Questa è l'unica raccolta al mondo di strumenti di musica pastorale regionale sarda. Ci sono più di cinquecento pezzi. Non ve li posso presentare tutti, perchè un minuto a strumento, ci vorrebbero sette ore; però le famiglie più importanti sì, quelle che piacciono ai bambini."
A chi non è capitato di passare da queste parti, magari negli anni della scuola dell'obbligo, durante le medie e le elementari in breve gita scolastica! Il locale angusto, nient'altro che una stanza della chiesa parrocchiale che odorava di chiuso, si animava di suoni misteriosi e coinvolgenti che facevano immaginare la vita libera e dura dei pastori e della società agropastorale di un tempo. Come nel video (vedi anche sotto), in cui si possono ascoltare direttamente le sue spiegazioni e s'ischeliu, usato come richiamo da caccia e che imita alla perfezione il suo de su crabolu (il capriolo).
Is istrocci-arranas
Molti altri strumenti facevano parte della collezione, ad esempio is istrocci-arranas (letteralmente: imita-raganelle), oppure le matraccas o tabeddas, ancora oggi utilizzate in chiesa in molti paesi durante il periodo Quaresimale e quello della Settimana Santa. O sa serragia, fatta con una vescica essicata di maiale e con un crine teso di cavallo per suonarla. Altro strumento curioso era su trimpanu, un tamburo realizzato con il sughero e una pelle di cane morto di fame, così dice la leggenda. Il grasso, infatti, non avrebbe dato lo stesso suono. Ad arricchire il tutto, perfino reperti fossili della foresta pietrificata di Zuri.
Al di là dell'apparenza di semplice appassionato, Don Dore era un fine studioso di musica, che nella sua vita aveva trovato il tempo per imparare oltre a su pipiolu (flautino) dell'infanzia anche le composizioni classiche di Bach, Beethoven e Mozart e sapeva naturalmente suonare uno per uno tutti questi strumenti. Fino a che le forze glielo hanno consentito, ha portato avanti il suo museo della musica e continuato a incantare bambini e adulti, aggiungendo, ogni volta che ne suonava uno, tanti dettagli sulla storia del singolo strumento.
Nel 2010 è uscito un libro (con due DVD) che si chiama "La voce della musica" curato da Silvia Marras, che ripercorre la storia del piccolo museo e dei suoi strumenti, attraverso la voce di Don Dore. Tutto ciò nell'attesa che la preziosa collezione possa trovare finalmente una casa dove essere di nuovo esposta al pubblico, con l'attenzione che merita per il suo valore antropologico e culturale sulla civiltà dei sardi.



Aspettando Rossella

Rossella Urru
La liberazione di Rossella Urru sta diventando un  giallo. Mentre manca ancora la certezza ufficiale da parte dell'unità di crisi della Farnesina, che sta facendo le proprie verifiche, inizialmente nella giornata di ieri si era diffusa la voce che anche la Questura di Oristano e la famiglia avessero confermato la notizia del suo rilascio. 
La ragazza di Samugheo per la quale tutta un'isola è con il fiato sospeso per oltre 130 giorni, è stata rapita in Mauritania il 22 Ottobre scorso, nel sud dell'Algeria. 
Secondo fonti non si quanto affidabili sarebbe stata rilasciata venerdì sera a Bamako, la capitale del Mali. La sua liberazione sarebbe avvenuta insieme a quella del poliziotto Aal Ould al-Mukhtar, in cambio del rilascio di un terrorista Tuareg richiesto dai rapitori. 
Rossella lavorava da due anni in Algeria come cooperante al Cisp, il comitato internazionale per lo sviluppo de popoli, dove prestava il suo aiuto nel campo profughi di Hassi Raduni. 
Negli ultimi tempi, il web si è dato molto da fare per lei, perchè non fosse dimenticata, in un momento nel quale l'attenzione dei media in particolare della televisione era calata. 

sabato 3 marzo 2012

Su Pallosu

La spiaggia di Su Pallosu (foto Sardiniacultureholidays.it) 
La piccola cala di Su Pallosu, si trova nella marina di San Vero Milis e unisce il promontorio de Sa Mesa Longa di fronte all'isolotto della Tonnara con la spiaggia di Sa Rocca Tunda. 
Ci si può arrivare facilmente, seguendo le indicazioni per Putzu Idu. Una volta giunti sul lungomare si continua per la strada appositamente segnalata, visto che Su Pallosu è anche una località balneare con qualche casa. 
La vera e propria spiaggia è stretta ma è un rifugio che d'estate gli innamorati non mancheranno d'apprezzare per la sua tranquillità, sebbene non sia affatto facile piantare l'ombrellone in quanto l'arenile è costituito da poca sabbia e anche il fondale del mare nell'immediatezza della riva è fatto di sassi. In compenso, le acque sono quasi sempre calmissime e ad agosto sembra di nuotare in una piscina! Si gode anche un'ottima vista, verso Santa Canterina di Pittinurri e le vette del Montiferru. 
Da qualche anno la spiaggia di Su Pallosu, dopo essere stata teatro di un film girato da Sabina Guzzanti, è balzata agli onori della cronaca perchè qui vive e prospera una curiosa e simpatica colonia felina di circa quaranta gatti. I quali contrariamente alle normali abitudini, vivono in gruppo  e scendono fino quasi in riva al mare. Il loro proprietario, Andrea Atzori, organizza visite guidate e percorsi di trekking nella zona, densa di testimonianze archeologiche e naturalistiche, come la bella torre di Scala 'e Sali, per la quale da poco sono iniziati i lavori di messa in sicurezza.  

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