sabato 28 gennaio 2012

Sartiglia 2012, prenotare i biglietti

Amazzone alla stella
Da lunedì scorso è possibile prenotare i biglietti per la Sartiglia 2012, compilando il modulo online  sul sito della Fondazione Sa Sartiglia. I biglietti potranno essere ritirati esibendo l'apposita ricevuta fino al giorno della manifestazione, che quest'anno si svolge il 19 e il 21 febbraio.   
Dal 13 febbraio, invece, i biglietti potranno essere direttamente acquistati, fino ad esaurimento. 
I prezzi dei posti in tribuna vanno da un minimo di 10€ a un massimo di 30€. La tribuna più economica è quella ubicata  di fronte a dove avviene l'incrocio delle spade tra Su Compoidori, Su Segundu e Su Terzu,  mentre la più esosa si trova di fronte alla stella, cioè vicino alla Curia.  
Sul sito della Fondazione si trovano tutte le info relative al regolamento e agli orari della biglietteria
Quest'anno, oltre alla diretta web e quella televisiva, la giostra equestre del Carnevale di Oristano è stata oggetto di un'intelligente campagna di marketing, con iniziative curiose come l'album delle figurine dei cavalieri, attuata in collaborazione con il giornale l'Espresso, e la creazione di una brochure, consultabile anche online. 

mercoledì 25 gennaio 2012

La torre costiera di Scala 'e Sali

La torre di Scala 'e Sali ( vedi le foto su facebook)
Il territorio della Sardegna è ricco di torri costiere di avvistamento, fatte costruire in numero di circa ottanta da Filippo II all'inizio del milleseicento nei punti strategici della linea del mare, per difendere l'isola dalle invasioni piratesche. 
Tra queste, nove sono malridotte. Ad esempio la torre costiera di Scala 'e sali, lungo la falesia di Capomannu (vedi come arrivare), nel territorio di San Vero Milis. La zona di Capomannu è molto amata da chi pratica il surf, ed inoltre è meta di interessanti e piacevoli trekking naturalistici e archeologici, in quanto nella zona sono presenti numerose bellezze. 
Purtroppo, in seguito alle mareggiate delle scorse settimane, lungo la falesia si è aperta una frattura che ha ulteriormente aggravato le condizioni di stabilità della torre. Per questo la Conservatoria delle Coste, agenzia regionale che fa capo all'Assessorato all'Ambiente, ha iniziato i sopralluoghi e le valutazioni per preservare il monumento. I lavori di recupero inizieranno a Marzo 2012.  

domenica 22 gennaio 2012

Speciale Fossati, da Fazio

A pochi giorni dalla fine del suo Decadancing tour, che l'ha portato in giro per l'Italia e ha fatto il tutto esaurito nella maggior parte delle tappe, tra cui anche il teatro lirico di Cagliari, domani 23 gennaio (ore 21,05 Rai 3) Ivano Fossati approda in tv per uno Speciale da Fabio Fazio, dove già ad ottobre dello scorso anno aveva annunciato il suo addio alle scene. 
Il programma in prima serata è da non perdere per gli appassionati del cantautore genovese, che duetterà con importanti star della musica come Zucchero, Fiorella Mannoia e Laura Pausini. Quest'ultima sarà in collegamento da Rio de Janeiro dove si trova per la sua tournée ed eseguirà una versione in bossanova de La mia banda suona il rock. Oltre a classici come Mio fratello che guardi il mondo, Fossati eseguirà una versione unplugged di Pensiero stupendo, un'autentica rarità visto che la canzone è stata sempre affidata alla voce di Patty Pravo. L'amore fa, invece sarà eseguita in versione blues con Zucchero, mentre il duetto con Fiorella Mannoia prevede il successo de I treni a vapore. La musica che gira intorno, che da pure il titolo allo spettacolo, sarà cantata dai tre artisti insieme. E oltre a La Costruzione di un amore, Fossati si congederà dai suoi quarant'anni di musica con alcune brevi parole e la canzone al pianoforte C'è tempo

sabato 21 gennaio 2012

Due veri viaggiatori


Questo post è il racconto, un po' tardivo, di un piacevolissimo incontro avuto con Tim e la sua compagna Donatella, alla fine dello scorso dicembre. Due veri viaggiatori e sinceri turisti a Oristano, molto appassionati di quest'isola!

Tim si occupa di information technology presso IBM e vive con lei in Olanda, di cui è pure originario, fatto che non è certo tradito dalla sua altezza, mentre Donatella è sarda. Insieme sono i creatori di un sito molto carino, online da qualche anno: Tharros.info, una guida molto dettagliata alla storia e all'archeologia della Sardegna. Il sito ha il vantaggio, oltre a dei contenuti molti curati, di essere multilingue, e risultano davvero ben fatte sia la versione olandese che quella inglese - oltre ovviamente a quella italiana, realizzata da Donatella.

Il loro tour in Sardegna a Dicembre ha previsto una tappa a Piscinas. Nella foto infatti si trovano da quelle parti, presso Gutturu Flumini, cioè all'inizio della Costa Verde che porta alla famosa spiaggia.
Noi ci siamo visti a Oristano città e immagino fossero un po' tristi perché erano alla fine del loro viaggio! Partivano per l'Olanda, infatti, il giorno dopo... La mattinata era abbastanza fredda e invitava a ripararsi in qualche bar, anche se il centro storico di Oristano e i negozi erano carinamente addobbati di luminarie natalizie e insegne colorate.
La nostra passeggiata si è mossa da Piazza Eleonora, in cui ci siamo trovati, verso la chiesa di San Francesco, dove abbiamo ammirato il bel presepe realizzato dai frati francescani. Peccato, avremmo voluto vedere anche quello esposto presso le prigioni ecclesiastiche, ma l'apertura era riservata al pomeriggio.
Alla fine ci siamo consolati continuando la passeggiata e chiacchierando, con discorsi che si perdevano tra gli scorci di Oristano e un po' di storia - il percorso dei cavalieri durante la Sartiglia, il Palazzo dei Giudici e Porta Mari, l'antico ingresso alla città, la Chiesa del Carmine e il marchese D'Arcais - e qualche inevitabile osservazione su dott. Google; prima di rintanarci, finalmente, in un bar a bere qualcosa.

venerdì 20 gennaio 2012

Pane carasau, che musica!

Detto anche sa fresa o carta da musica, il pane carasau (qui una ricetta per farlo) è un pane tipico è fatto con farina di semola di grano duro; secco croccante, a forma di sottilissimo disco viene infornato due volte. 
E' il più famoso dell'isola ed è il pane dei pastori  (vedi il video) per antonomasia, che lo portavano con sè durante le settimane itineranti lontani da casa.  
Diventa sa suppa quando è ammorbidito nel brodo di pecora e poi viene spolverato d pecorino. A sua volta, sua suppa, con l'aggiunta di uova in camicia e pomodoro diventa frattau
Prende poi il nome di guttiau quando lo si strofina con aglio  e viene condito con il sale e l'olio extravergine d'oliva. 

Carlo Fruttero e il funeral party

Si sa che gli scrittori sono tipi un po' originali, ma per Carlo Fruttero - morto domenica scorsa, all'età di 85 anni - il discorso è stato più che altro di coerenza. Quando nel 20002 morì il suo grande amico Franco Lucentini, ebbe a dire che assieme avevano girato con la bandiera dell'ironia. 
E così, per la propria cerimonia funebre, prevista per oggi nella biblioteca civica intitolata a Calvino, a Castiglione di Pescaia (Grosseto) dove amava passare parte delle sue giornate, ha voluto che si tenesse un funeral party, quasi come in un romanzo di Jorge Amado. 
Un festa d'addio, insomma, semplice e letteraria. Subito dopo l'orazione funebre, sulla bara sono state poste alcune copie di Pinocchio, da lui amatissimo; e copie  de I promessi sposi  e de Le Fiabe italiane di Calvino. All'interno del feretro ha voluto i suoi occhiali, un pacchetto di sigarette e Pinocchio.

giovedì 19 gennaio 2012

I cavallini della Giara

In una zona compresa tra i paesi di Gesturi, Tuili, Setzu e Genoni, si trova il cuore della Sardegna più selvaggia, la giara di Gesturi, detta in sardo "sa jara manna" e parco regionale. E' un altopiano di 45 kmq formatosi per un'immensa colata lavica circa 20 milioni di anni fa, che ricorda da vicino le mesas messicane. Qui, in un terreno sassoso tra macchia mediterranea e sugherete che crescono oblique sferzate dal vento, vivono i cavallini della Giara, gli ultimi esemplari di cavallino sardo allo stato brado, che fino all'Alto Medioevo erano diffusi in tutta la Sardegna. Alti al garrese non più di 125/135 cm, non si tratta di una specie autoctona, e probabilmente discendono dalla prima razza equina portata in Sardegna dai fenici. 
La Giara è un luogo magico e misterioso, disseminato di nuraghi (non meno di 24). Sull'altopiano forse i nuragici si rifugiavano per difendersi dagli invasori punici e romani, difendendosi meglio di Tex Willer, grazie al baluardo rappresentato da bastioni di roccia a quel tempo inaccessibili. 
Per arrivare alla Giara e vedere i cavallini della Giara, dalla provincia di Oristano, è possibile fare il seguente itinerario. Dalla 131, direzione Cagliari, si prende la svolta per Uras e si attraversano i paesi di Morgongiori, Ales, Escovedu, Senis, fino ad arrivare a Genoni. Oppure si può prendere un sentiero più lungo e ancora più panoramico: dalla 131 si svolta per Mogoro, e si attraversano Masullas, Pompu, Gonnosnò, e si svolta a sinistra per Albagiara, proseguendo per Assolo,  Senis e arrivando Genoni.  
Più ci si addentra in questa parte spopolata della regione, più la natura si fa bella, tra il verde   delle colline e i ciuffi di mirto, cisto e lentisco. A Genoni è possibile fare una sosta e visitare il museo del cavallino della Giara, dove è ospitata oltre agli arnesi da lavoro dei contadini e dei pastori, una sezione tutta dedicata a questi meravigliosi animali. 
Alla Giara vera e propria si arriva uscendo dal paese di Genoni e intraprendendo a destra la salita per il monte Antine. Il percorso è consigliato ai più esperti, altrimenti è più prudente chiedere l'aiuto di una guida locale. 
Una volta sull'altopiano,  tra la vegetazione sparsa di lecci e roverete, e gli spazi aperti dei campi, potrà capitarvi  davvero di vedere, in gruppi di sei o sette, i famosi cavallini. Il periodo migliore per un safari da queste parti è la primavera, quando si possono ammirare in tranquilla sosta presso i variopinti paùlis, piccoli laghi formati dalle piogge invernali, a contendersi le femmine o lanciarsi in sfrenate corse. 



lunedì 16 gennaio 2012

Naufragio della Concordia, si rischia il disastro ambientale

Vedere in lacrime, o quasi, l'amministratore delegato di Costa Crociere fa una certa impressione.  E non di meno ne fa vedere un gigante del mare, la nave Concordia, riversa su un fianco, spiaggiata come un'enorme balena sulla costa dell'Isola del Giglio.
Ma questa tragedia del mare resta soprattutto il sogno infranto di tanti passeggeri, semplici vacanzieri, che si erano imbarcati per vivere un esperienza fantastica divenuta poi un incubo. 
A tre giorni dal naufragio della Concordia, ormai le responsabilità si vanno chiarendo, e purtroppo anche il conto delle vittime è stato aggiornato (sono sei, compreso il pensionato sardo di 86 anni Giovanni Mascia) mentre i dispersi sono 26. Oggi le attività di soccorso sono andate più a rilento e sono state effettuate solo nella parte emersa, in quanto il mare mosso ha iniziato a spostare la nave dalla sua posizione, e i rischi delle immersioni sono elevatissimi. 
Ora però a preoccupare è la fuoriuscita di carburante e di altre sostanze inquinanti dai serbatoi della nave, che potrebbe causare, in un'oasi naturalistica di grande pregio, un disastro ambientale senza precedenti, con  danni molto gravi alla fauna e alla flora marine, ai fondali e alle vicine coste dell'arcipelago.  
Si annunciano complesse anche le operazioni  di recupero del relitto, che sono state affidate agli ingegneri della Smit di Rotterdam. Bisognerà rimettere in verticale la nave, e fare in modo che possa galleggiare, cosa non ovvia perché va riparata la falla e andranno messe in moto tutte le pompe per fare fuoriuscire l'acqua. Successivamente il transatlantico sarà rimorchiato fino a un cantiere. Tutte operazioni complesse, se si pensa alle dimensioni "titaniche" della nave: è lunga 293 metri e pesa 114.500 tonnellate. La seconda ipotesi, smontarla pezzo per pezzo, sarebbe ancora più lunga e difficile.  

giovedì 12 gennaio 2012

Ricordo del prof. Roberto Coroneo

Non so quante e quali altre volte il prof. Roberto Coroneo, preside della Facoltà di Lettere a Cagliari, si sia recato al Consorzio Uno, lui che sapeva raccontare i monumenti come la sede dell'Università a Oristano, il Chiostro del Carmine, e  molti altri, anche dal punto di vista della loro storia. 
A me e pochi altri studenti del Corso di Economia e gestione dei Servizi Turistici toccò la fortuna di seguire, qualche anno fa, un suo breve corso, una manciata di ore dedicata a parlare delle bellezze storiche e artistiche della Sardegna.
Fu un viaggio breve ma estremamente affascinante. Dal racconto dell'arrivo dei fenici in Sardegna, alle minute descrizioni della Chiesa di San Giovanni di Sinis e della Basilica di Santa Giusta, alla rievocazione della battaglia di Sanluri, ricordo che quelle ore volarono. Il prof. Coroneo aveva una capacità di racconto che andava al di là dell'ambito specialistico dello studioso, e infatti seppe interessarci tutti. Sicuramente la sua scomparsa, avvenuta ieri a causa di un male  incurabile, è una grave e incolmabile perdita per tutta la cultura sarda. 
(Nella foto, Roberto Coroneo e Gigi Riva alla manifestazione sulla Riforma Gelmini, 2008  RadioPress) 

mercoledì 11 gennaio 2012

Paulilatino

Il museo Atzori
Il paese di Paulilatino si trova nella parte meridionale dell'altopiano di Abbasanta, posto su un pendio che da l'accesso al campidano di Oristano. Come tutti i territori fertili e non montuosi della Sardegna, è stato abitato già da epoche lontane, di cui conserva antiche tracce. Il nome si dice derivi dal latino paludis a latere, cioè dall'esistenza nelle vicinanze di una palude che fu bonificata, primo caso in Sardegna, nel 1827. 
Se capiti a Paulilatino (vedi come arrivare), sicuramente merita una visita il museo etnografico e archeologico Atzori, da cui si capisce la ricchezza del patrimonio archeologico paulese. Sono esposti al suo interno anche tanti antichi strumenti e oggetti donati dalle famiglie del paese, e che in passato hanno caratterizzato la vita di questo importante centro agropastorale. 
La chiesa parrocchiale di San Teodoro, del periodo gotico, merita pure essa di essere vista. Nei nei pressi sorge la chiesa della Madonna d'Itria, risalente al '700. In generale le case del paese sono molto belle, in quanto hanno conservato benissimo la propria identità, costruite con  pietre scure di basalto e saldate con malta cementizia. 
Chiesa di San Teodoro
Nelle campagne intorno, si gode di un'ottima vista e persistono una grande quantità di emergenze archeologiche, a cominciare dal notissimo pozzo sacro di Santa Cristina, che si trova proprio all'uscita della 131. Ma tutta la zona è disseminata di importanti resti, non tutti conosciuti e valorizzati: nuraghi, tombe dei giganti, domus de janas. Ad esempio, sulla strada per Bonarcado, dopo circa 4 km, prendendo il sentiero sulla destra si arriva dopo mezzo chilometro al nuraghe Lugherras, in ottimo stato di conservazione e immerso tra boschi di lecci e radure. Proseguendo sulla strada per Bonarcado si incontra sulla sinistra il nuraghe Atzara,  e un po' più avanti, nuovamente sulla destra il nuraghe Zroccu. Non distanti ci sono anche le tombe dei giganti di Goronna.
Molto apprezzato è anche il carnevale di Paulilatino, caratterizzato da maschere suggestive. In estate invece ha luogo il Luglio Paulese, con manifestazioni di vario tipo, dallo sport all'artigianato, a sagre del pane e del dolce. 

martedì 10 gennaio 2012

Paolo Villaggio e i pastori sardi

Stavolta Paolo Villaggio l'ha combinata grossa. Lo storico autore di Fracchia e Fantozzi, durante la trasmissione televisiva Brontolo, condotta da Oliviero Beha,  si è lasciato andare a una gaffe degna più dei suoi personaggi che di sè stesso, sebbene sia spesso noto come un polemista e un provocatore. 
Durante la trasmissione (vedi il video), si parlava di cali demografici e scarsa natalità, e poiché che la Sardegna  è la regione con il dato più basso, il comico genovese ha pensato di intervenire dicendo che "in Sardegna i pastori preferiscono le pecore". La battuta, estremamente infelice, è diventata subito polemica sui social networks ed ha suscitato reazioni sdegnate in tutta l'isola, condannata fermamente anche dal presidente della Regione Ugo Cappellacci. L'associazione dei pastori sardi minaccia un'azione legale. 

lunedì 9 gennaio 2012

L'addio di Fossati

Ivano Fossati, vedi la pagina facebook
Non c'ero, ma avrei voluto esserci. Ieri al Teatro lirico di Cagliari si è visto un grande concerto, una delle ultime tappe del Decadancing tour con il quale Ivano Fossati, uno dei più grandi cantautori italiani, si avvia a chiudere la sua brillante e lunga carriera e dare l'addio alle scene. 
Senza pensare troppo al fatto che fosse uno dei suoi ultimi concerti - così ha detto in apertura - e con l'obbiettivo semplice di divertirsi e divertire, in uno spettacolo lungo circa tre ore ha alternato vecchie e nuove canzoni, cavalli di battaglia e brani dell'ultimo album, molti dei quali sono paesaggi sonori di rara bellezza che resistendo al tempo sono diventati dei classici. Con una band validissima e affiatata, il musicista ha ripercorso buona parte del suo percorso artistico, in tutto ventisette canzoni: dalle meno note Viaggiatori d'occidente e Dolce Acqua (che ha chiuso il concerto), passando per successi come I treni a vapore, La musica che gira intorno, a brani più recenti come Quello che manca al mondo. In uno stile che per sua stessa ironica ammissione spazia dai Led Zeppelin al Rondò veneziano, ha regalato poesia ed emozioni a un pubblico che ha mostrato grande affetto e partecipazione. Tra le ultime canzoni scritte da Fossati, la canzone Troppo tempo per Laura Pausini, che l'ha cantata proprio ieri al programma televisivo di Fabio Fazio, presentando il suo nuovo album (vedi l'intervista ). 
Lunedì 23 gennaio alle 21,05 il programma Che Tempo che Fa dedicherà uno speciale a Fossati, che sarà ospite in studio, per festeggiare l'insolito evento.    

domenica 8 gennaio 2012

Lord Vernon, il cercatore d'oro

Phileas Fogg
Per immaginarvelo dovreste pensare a Phileas Fogg, l'inglese dalla flemma memorabile opera di Jules Verne, con bombetta, guanti, bastone, modi compiti e aristocratici. Oppure a qualcuno dei personaggi, anch'essi inappuntabili, descritti da Stevenson e ruotanti intorno alla vicenda del dottor Jekill e di Mr. Hide.
Non doveva essere troppo diverso da loro, George John Varren (1803-1866), quinto barone di Vernon e membro dal 1837 della Camera dei Lord. Come ogni giovane aristocratico, praticava e amava la caccia, e compì il Grand Tour in Italia per completare la propria cultura ed educazione. Si stabilì a Firenze, dove entrò in contatto con gli ambienti culturali dell'epoca e diventò un letterato, membro di numerose società e dell'Accademia della Crusca. Si dedicò allo studio di Dante e della Divina Commedia, in particolare l'Inferno, a lui si deve un'importante lavoro in inglese, corredato di note. Finanziò anche ulteriori studi di grande valore sul sommo poeta, a cui parteciparono i più validi uomini di lettere italiani.
Lord Vernon fu uno dei tanti viaggiatori dell'Ottocento che visitarono l'isola in cerca di fortuna. In Sardegna, già notabili come il marchese d'Arcais e il Lamarmora erano stati tra i cercatori d'oro che avevano compiuto degli scavi a Tharros, allo scopo di creare o ampliare la propria collezione privata. Lord Vernon fu il più fortunato di tutti: le sue prime ricerche nell'importante sito archeologico fecero emergere 14 tombe a camera cartaginesi, con il ricco corredo funerario di antichi principi punici che andarono ad arricchire la sua residenza fiorentina.

Jacopo Cullin e i suoi personaggi

Jacopo Cullin, vedi la pagina facebook
Io c'ero, ieri, a vedere al Teatro Garau il nuovo spettacolo "Non ricordo nulla" di Jacopo Cullin e i suoi mille personaggi. Dal mitico e immancabile signor Tonino di "Oh Roberto", a Salvatore Pilloni, ad altri meno noti ma spassosissimi: da Angioletto Biddi 'e Proccu, il vecchietto sardo tutta grinta e polemiche con segni di arteriosclerosi, al venditore di miele millefiori esperto nel racconto di fiabe crudeli; dal cameriere Mario con qualche problema d'incontinenza, a Jacopo nella parte di sè stesso alle prese con un preoccupante  vuoto di memoria  e  qualche impresario imbroglione. Ho riso per due ore fino quasi alle lacrime. 
Sostenuto da una solida capacità di recitazione oltre che da doti cabarettistiche e comiche, la sua performance è stata impeccabile, con gag a non finire. Riuscitissimo anche il connubio con Gabriele Cossu de la Pola, quello per intenderci di Cossu e Zara. Il tempo è scivolato via leggero e piacevole, arricchito da intermezzi musicali che hanno finito per essere buffe incursioni nello spettacolo.  

giovedì 5 gennaio 2012

Brusa la vecia, ad Arborea


Tutto è pronto per Brusa la vecia, la festa contadina che ogni anno si svolge ad Arborea in occasione della Befana, e che i coloni del veneto hanno portato da queste parti da oltre settanta anni. Una grande festa di canti, balli , tavole imbandite e soprattutto grandi falò dei fantocci della Befana che brucieranno per due giorni. A seconda della direzione delle faville di fuoco, si trarranno gli auspici per il futuro. Il proverbio infatti recita: “Vento a ponente panoce (pannocchie) niente, vento a levante panoce tante”. 
Oggi avranno luogo i falò in alcune aziende storiche, domani invece alla 20,30 presso il Centro Fieristico, balli e cena organizzati dal Comune e dalla Proloco.   


Il lago Omodeo e la foresta fantasma

Se provate a chiedere a un turista dove si trova uno dei bacini artificiali più grandi d'Europa - o il più grande, ma la questione è controversa - vi risponderà dicendo... nebbia totale! Come quella che non manca di stazionare nei paesini che si trovano intorno al lago Omodeo,  soprattutto d'inverno.
Come arrivare: la strada per il lago non è difficile.  Uscendo da Oristano, è sufficiente prendere la 131, direzione Sassari e Nuoro, e poi prendere lo svincolo per Nuoro. Le quattro corsie della 131 passano sopra un alto ponte che costeggia il bacino. Qui prendete la direzione di Sedilo, e all'ingresso del paese una strada bianca. Ancora a sinistra, trovate una strada d'asfalto, seguendola scenderete a valle, fino al lago. 
Altre possibilità sono quella di  prendere lo svincolo Nughedu Santa Vittoria - Sorradile, e proseguire per Tadasuni; oppure attraversare i piccoli paesi dell'interno della provincia di Oristano, fino a  Fordongianus, e da qui continuare per Busachi. 
La storia: il lago Omodeo, lungo più di 20 km, è stato creato con una diga negli anni '20 dall'ingegner Omodeo, e sbarra il corso del più lungo fiume sardo, il Tirso. Per quei tempi si trattava di un capolavoro di ingegneria, che tuttavia in tempi recenti è stato sostituto dalla "diga nuova", che ha una capienza di circa 800 milioni di metri cubi d'acqua ed è utilizzata per irrigare la pianura di Oristano e di Arborea. 
Oggi la diga di Santa Chiara, come era chiamata quella precedente, è ancora visibile, parzialmente sommersa dalle acque.
Sotto la superficie delle acque, si nasconde un mondo meraviglioso: una foresta fantasma, fatta di tronchi fossilizzati antichi di milioni di anni, che tutt'ora emergono nei punti dove l'acqua è più bassa. Anche muretti a secco che delimitavano antiche proprietà si scorgono qua e là, e più di un nuraghe è custodito dalle acque tranquille del lago.
Nella valle sorgeva anche un piccolo paese, Zuri, con una stupenda chiesa, costruita nel tredicesimo secolo, che per fare posto al lago, dovette essere demolita ed è stata riedificata più in alto utilizzando le stesse pietre. 
Escursioni: fino a qualche anno fa, chi arrivava qui rimaneva stupito dalla bellezza dello scenario naturale, ma anche dalla mancanza di qualsiasi sfruttamento turistico di questo bellissimo lago. Da qualche tempo, vengono organizzate sul lago periodiche escursioni e competizioni di livello regionale.  

mercoledì 4 gennaio 2012

Natale a Cortina, la sceneggiatura perfetta

Dopo questo Natale, Cortina d'Ampezzo forse diventerà Cortina tutta di un pezzo. Il gioco di parole è un po' banale, ma ha ragione Gad Lerner, che nel suo blog, registra quanto accaduto come un fatto incredibilmente positivo che spinge  a riporre un po' di fiducia nel governo Monti e soprattutto nella Guardia di Finanza. La cosa è detta anche con un po' d'ilarità, perché stavolta la realtà supera la fantasia, e il suo intreccio è perfino più originale di quello del recentissimo film  Vacanze di Natale a Cortina. Anzi, è una sceneggiatura perfetta.
Finti poveri con auto extra lusso costretti finalmente a fornire qualche spiegazione agli agenti,  titolari di bar e ristoranti che come per miracolo si mettono a fare gli scontrini e fanno registrare il  400% in più d'incasso, decisamente un Natale in controtendenza rispetto al resto del paese.

Dove vedere la Befana

Dopodomani arriva l'Epifania e come dice la filastrocca, tutte le feste si porta via... almeno fino alle prossime! I bambini aspettano che la notte prima, con le scarpe tutte rotte... arrivi una vecchia signora vestita con abiti un po' logori... Ecco dove vederla e farsi fare una foto.
Oristano:  la Befana, come ogni anno, sarà un vigile del fuoco, che alle 10:30 in punto si calerà, con coraggio e in un ottimo travestimento, dalla Torre di San Cristoforo in piazza Roma. Ottima occasione per convincere i bimbi dell'esistenza della Befana, e agguantare qualche caramella che lei non manca mai di lanciare al folto pubblico!
Ghilarza: un'altra befana, non meno coraggiosa, farà la sua giornata di lavoro calandosi dal campanile della chiesa, alle ore 16:00 davanti alla piazza della Parrocchia. A seguire distribuzione di caldarroste, perfette con questo freddo.   
Abbasanta: il 5 gennaio, alle ore 18, in piazza Parrocchia festa della Befana che anche qui si cala dal campanile.  
Curcuris: presso il Salone della ex scuola materna, alle ore 16,30, ci sarà la Befana a disposizione di tutti i bambini, a seguire la castagnata! 
Santu Lussurgiu: in piazza Mercato dalle ore 19:00 avrà luogo Aspettando la Befana, appuntamento organizzato da Ammentos Lussurzesos, con vino, caldarroste e balli. 


martedì 3 gennaio 2012

Marmellata di fichi

Eccovi una ricetta molto semplice con cui trasformare una quantità di fichi, in una gustosa marmellata da conservare per l'inverno.

Ingredienti:  
1 kg di fichi
800 gr. di zucchero
addensante per frutta

Come fare: i fichi sono frutti carnosi che maturano in estate. Dopo averli raccolti, dovrete privarli della buccia, che come noto non è commestibile. Li tagliate a fette, quattro per frutto, e li disponete all'interno di una pentola. Per ammorbidirli, li mettete sul fuoco per una decina di minuti. Successivamente, li frullate in modo da rendere il composto ancora più facile da lavorare. Aggiungete l'addensante per la frutta (o un limone), lo zucchero, e li rimettete sul fuoco, per un'altra mezz'oretta, a calore moderato. Quando la marmellata sarà omogenea e cotta lasciate un poco raffreddare, e versate nel recipiente in vetro ciò che avrete ottenuto. Per questione di sicurezza, dovrete: bollire in acqua i recipienti prima del loro utilizzo, e una volta che li avete riempiti, bollirli una seconda volta, in modo che siano completamente sterilizzati. 

Flavio Soriga, e l'oroscopo per il nuovo anno

Flavio Soriga (vedi la pagina facebook)
Decisamente divertente, Flavio Soriga, con il suo articolo di ieri sulla Nuova Sardegna, che fa il verso in maniera simpatica agli oroscopi e alla retorica degli auspici che sempre abbonda, tra la fine di un anno e l'inizio del nuovo. Nessun timore, però, almeno lui i Maya non li ha citati, anzi: spandevano, le sue parole, coriandoli di felicità, proprio come fanno gli oroscopi. 
Così al capricorno: meglio un uovo oggi che una poiana domani (su, rilassati); al Cancro: avanti, Savoia, (su, rilassati!); ai Pesci: hai realizzato molto, altre soddisfazioni verranno dal lavoro e dall'amore, ma su, rilassati... e così via :-)
In tempo di crisi e di mercati ballerini, la libertà di sparale grosse e grossissime, enormi, su qualunque cosa, scrive Soriga, con tono perentorio e prescrittivo, saggio e serafico, partecipe e ispirato, sempre al sicuro da smentite... è bellissima e in fondo terapeutica, riassumo  per non dover citare tutto il testo.
E l'esercizio di decifrare dalla disposizione dei pianeti il futuro è comodissimo, nessuno vi verrà a cercare tra dodici mesi per mostravi se avevate ragione o torto, perché la voglia d'illudersi fa parte della vita; altrimenti il conto bisognerebbe chiederlo pure agli economisti, che anche loro decifrano e vaticinano, peraltro, e non di rado con linguaggi altrettanto alchemici.




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