giovedì 28 agosto 2014

Il vero ritratto di Eleonora d'Arborea

Di una delle donne più importanti per la storia di Oristano e la Sardegna, a cui si deve l'eredità di una costituzione come la Carta de Logu, e che ai tempi del Giudicato d'Arborea combattè fieramente per l'indipendenza del popolo sardo, non esiste purtroppo alcun ritratto accertato.
Lo scorso anno, in occasione di Monumenti aperti 2012, il 13 maggio i visitatori hanno potuto ammirare tra i tanti edifici storici della città di Oristano anche il Palazzo Campus Colonna. Un edificio signorile acquistato in tempi recenti dall'amministrazione comunale, e diventato sede di lavoro della Giunta e del Sindaco. 
Nei locali del palazzo si trova una vasta rassegna di bei quadri, realizzati da artisti del Novecento sardo, come Antonio Corriga, Carlo Contini, soltanto per citarne alcuni. 
Nell'ufficio del sindaco, tra arredi di notevole pregio e mobili d'epoca, si trova anche un'opera della fine dell'Ottocento del pittore Antonio Benini, raffigurante Eleonora d'Arborea (vedi foto a lato). Una donna avvenente e dal corpo slanciato, in abiti eleganti da corte barcellonese, è in atto di scrivere proprio la Carta de Logu e si rivolge al ritrattista.
Per realizzare il quadro il Benini utilizzò una pittura del seicento che recava sul retro la scritta "ritratto di Eleonora". Ma quella era davvero Eleonora d'Arborea? 
In realtà, la signora del quadro a cui  il Benini si ispirò fedelmente, e di cui di conseguenza il suo è una riproduzione, era  Giovanna di Castiglia detta la Pazza (Joana d'Aragó i de Castella o Joana la Boja, 1479-1555). Una donna anch'essa importante, e dall'esistenza piuttosto tormentata. Probabilmente, lontana dalla figura combattiva e di eroina romantica, che il tempo ha finito per cucire intorno a Eleonora d'Arborea. 
E' stato lo storico sardista Camillo Bellieni, nel suo libro sulla giudicessa ("Eleonora d'Arborea" Ilisso 7€) a chiarire il clima di fervida  fantasia in cui si mossero gli scrittori isolani del periodo 1840-1870, e in cui si può inserire anche questo ritratto. Le ricostruzioni, che cercavano di colmare evidenti lacune storiche, trasformarono la Oristano giudicale in una Arles sarda, dove si cantava di guerra e d'amore e s'insegnava una gaia scienza che al volgare provenzale sostituiva quello del Campidano. E naturalmente a Eleonora non fu fatto mancare un maestro di lettere  italiane e latine, tutto impegnato nell'educazione della giovane. Noi però non sappiamo quale istruzione lei abbia davvero ricevuto, e se fosse una bella donna oppure no.

( fine prima parte...  continua qui)     

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