venerdì 29 agosto 2014

Il vero ritratto di Eleonora d'Arborea (2ª parte)

Di certo Eleonora, se vogliamo restare alla storia, ci appare nel suo tratto deciso di domina sarda, intenta all'arte di governo e capace nel comando. Bellieni ritiene logico accostarla, più che a un'ideale figura da lirica provenzale o dolce stil nuovo, ad altre donne guerriere. 
A Ibn Caldun, per esempio, condottiera dei latino africani e delle tribù berbere nell'invasione araba, a cui era simile il popolo dei sardi definiti "Rum Afarica berberizzanti", per le tradizioni e i costumi comuni.
Eleonora si rivelerà soprattutto nell'attività legislativa, e nella capacità di essere una madre di famiglia prudente e saggia, ma anche irremovibile, quando il re di Spagna Don Pietro, le richiederà di dare il proprio figlio in cambio della liberazione del marito Brancaleone D'Oria. In questo passaggio, c'è probabilmente la chiave di tutto il suo carattere. 
Morti il padre e il fratello Ugone, preferisce la guerra agli Aragonesi, a una resa disonorevole. Disobbedisce alle richieste pressanti del marito, che gli consigliava di riporre tutto nelle mani del sovrano, in modo da poter recuperare la libertà. Assume il controllo del regno, che le toccava per diritto dinastico, e per un'ideale di giustizia, impugna le redini del proprio cavallo e corre da una parte all'altra della Sardegna, motivando alla battaglia per la propria libertà tutti i sardi. 
Secondo diversi storici, tra cui Raimondo Zucca, l'unica immagine di Eleonora d'Arborea si trova nella chiesa di San Gavino martire, e risale al quattordicesimo secolo. La chiesa è considerata una sorta di pantheon celebrativo degli Arborea, e si trova a poca distanza dal castello di Monreale, che costituiva la residenza estiva della famiglia. 

2 commenti:

  1. Ciao Pino, siamo stati a San Gavino Monreale ma la chiesa non era aperta. Forse per una prossima volta. Saluti Timbert

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  2. Ciao Tim :-)... peccato. Per questa come per altre chiese, credo occorra sapere gli orari delle celebrazioni. Grazie del contributo, saluti anche a voi.

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