giovedì 19 gennaio 2012

I cavallini della Giara

In una zona compresa tra i paesi di Gesturi, Tuili, Setzu e Genoni, si trova il cuore della Sardegna più selvaggia, la giara di Gesturi, detta in sardo "sa jara manna" e parco regionale. E' un altopiano di 45 kmq formatosi per un'immensa colata lavica circa 20 milioni di anni fa, che ricorda da vicino le mesas messicane. Qui, in un terreno sassoso tra macchia mediterranea e sugherete che crescono oblique sferzate dal vento, vivono i cavallini della Giara, gli ultimi esemplari di cavallino sardo allo stato brado, che fino all'Alto Medioevo erano diffusi in tutta la Sardegna. Alti al garrese non più di 125/135 cm, non si tratta di una specie autoctona, e probabilmente discendono dalla prima razza equina portata in Sardegna dai fenici. 
La Giara è un luogo magico e misterioso, disseminato di nuraghi (non meno di 24). Sull'altopiano forse i nuragici si rifugiavano per difendersi dagli invasori punici e romani, difendendosi meglio di Tex Willer, grazie al baluardo rappresentato da bastioni di roccia a quel tempo inaccessibili. 
Per arrivare alla Giara e vedere i cavallini della Giara, dalla provincia di Oristano, è possibile fare il seguente itinerario. Dalla 131, direzione Cagliari, si prende la svolta per Uras e si attraversano i paesi di Morgongiori, Ales, Escovedu, Senis, fino ad arrivare a Genoni. Oppure si può prendere un sentiero più lungo e ancora più panoramico: dalla 131 si svolta per Mogoro, e si attraversano Masullas, Pompu, Gonnosnò, e si svolta a sinistra per Albagiara, proseguendo per Assolo,  Senis e arrivando Genoni.  
Più ci si addentra in questa parte spopolata della regione, più la natura si fa bella, tra il verde   delle colline e i ciuffi di mirto, cisto e lentisco. A Genoni è possibile fare una sosta e visitare il museo del cavallino della Giara, dove è ospitata oltre agli arnesi da lavoro dei contadini e dei pastori, una sezione tutta dedicata a questi meravigliosi animali. 
Alla Giara vera e propria si arriva uscendo dal paese di Genoni e intraprendendo a destra la salita per il monte Antine. Il percorso è consigliato ai più esperti, altrimenti è più prudente chiedere l'aiuto di una guida locale. 
Una volta sull'altopiano,  tra la vegetazione sparsa di lecci e roverete, e gli spazi aperti dei campi, potrà capitarvi  davvero di vedere, in gruppi di sei o sette, i famosi cavallini. Il periodo migliore per un safari da queste parti è la primavera, quando si possono ammirare in tranquilla sosta presso i variopinti paùlis, piccoli laghi formati dalle piogge invernali, a contendersi le femmine o lanciarsi in sfrenate corse. 



2 commenti:

  1. In gita con la scuola visitammo,
    la giara di Gesturi.
    Ricordo una giornata fredda senza
    sole e con grande delusione non
    avvistammo neanche un cavallino!!!
    Penso che dovrò riorganizzare un'altra
    gita per dimenticare la precedente.
    Un saluto Lory

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  2. Ciao Lory :-) in effetti di vedere i cavallini non capita sempre...io ci sono andato qualche anno fa di ritorno da Barumini, era Pasquetta e anche allora il tempo non era granché, ma fortunatamente li abbiamo visti, anche da vicino... il posto è davvero suggestivo, vicino c'erano diverse vecchie capanne di pastori, la strada è proprio un safari :-) ma ti consiglio di andarci
    Pino

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