sabato 31 dicembre 2011

Tanti Auguri a tutti di Buon 2012!

Tanti auguri di Buon Anno, dal blog Fare i turisti a Oristano!  

Ci siamo quasi, sta per arrivare la notte di San Silvestro e tra un po' farà ufficialmente il suo ingresso il 2012! In qualche parte del mondo, come in Polinesia e nuova Zelanda, si sta già festeggiando...
Se ne va un anno che è stato ricco di avvenimenti, non tutti purtroppo positivi: dal disastro nucleare giapponese, alla morte di Steve Jobs, alla cattura di Bin Laden, alla crisi mondiale, alla primavera araba, alle alluvioni in Italia, al recente cambiamento  di governo italiano, ce n'è stato un po' per tutti i gusti! 
E per il 2012, speriamo di cuore che i Maya, con le loro profezie sulla fine del mondo, si fossero sbagliati! O magari intendessero qualcos'altro, ad esempio, la fine di un'epoca e l'inizio di un mondo migliore... è da illusi sperarlo? Spero di no :-) In ogni caso, voi non dimenticate i soliti riti scaramantici di fine anno, come le lenticchie per il cenone e una melograna sul tavolo, da sbucciare non appena trovate il tempo... 
Per l'anno che verrà, vi auguro molto semplicemente di avere la forza che serve per affrontarlo al massimo delle vostre energie, e che non vi manchino felicità, amore, salute, soldi (in questo tempo di crisi non sarà facile) ...e tutto ciò che più desiderate per voi e i vostri cari... e naturalmente speriamo che arrivino finalmente amore e pace per tutti i popoli della terra.  

  
Potrebbe interessarti il post: Capodanno 2012 a Oristano: tutti i protagonisti e gli eventi!
Oppure vedi un'antica ricetta dell'ultimo dell'anno: Su trigu cottu

venerdì 30 dicembre 2011

Vacanze di Natale a Cortina

Cortina d'Ampezzo è una meta di charme, riservata solo a personaggi noti, per intenderci non a edicolai che arrivano in panda e vengono scambiati per scaricatori di merci, e si possono permettere la stanza di uno degli alberghi più lussuosi della località solo perché hanno trovato un'offerta imperdibile su Internet. E per mangiare, devono pure puntellare di croci, su una cartina, evitandoli.... la maggior parte dei ristoranti della città. Ma poi, con un colpo di fortuna, può capitare di essere accolti nel gruppo di amici di Emanuele Filiberto, o in quello di Simona Ventura, e tutto cambia.
Tra le tre storie che s'intrecciano nell'immancabile cine-panettone di quest'anno, Vacanze di Natale a Cortina, regia di Neri Parenti, quella di due viaggiatori low-cost in invidiosa guerra con propri cognati - anche loro a Cortina - è forse  la più divertente. 
Qui altre foto del film
Non manca neppure qualche gustoso accenno alla commedia italiana degli equivoci. Dario Bandiera (Lando) nei panni dell'autista di un portaborse, ne combinerà di tutti i colori, ma avrà un'avventura con la bellissima Olga Calaiju (foto a destra), nel film la moglie di un magnate russo, con il quale l'ing. Brigatti (il portaborse) vedrà sfumare un importante affare...
Ruolo inedito invece per Cristian De Sica (foto in alto), che interpreta l'avvocato Cobelli,  e cerca di riconquistare sua moglie (Sabrina Ferilli) delusa da anni di tradimenti e decisa a fargliela pagare. E tra nuove corna che spuntano, figlie che si lasciano e si rifidanzano su facebook, anche l'avvocato proverà a trovare una nuova identità, più consona ai tempi e all'età. Si ride con meno volgarità rispetto al passato, in questo numero un po' diverso della saga nostrana della comicità senza troppe pretese.

mercoledì 28 dicembre 2011

Oristano: foto con tutti i presepi della città (1a parte)

Eccovi un po' di foto fatte ai presepi che si possono vedere in giro a Oristano in queste settimane. Quello che vedete sotto si trova presso la chiesa di San Francesco, in via Sant'Antonio, ed è fatto dai frati francescani. E' bellissimo. Le statue sono di un'espressività straordinaria, l'ambiente è ricreato con grande cura, con l'aggiunta di una piccola cascata che canta ininterrottamente.

Presepe della Chiesa di San Francesco
Non meno suggestivo è quello delle suore Clarisse, presso la chiesa di Santa Chiara, in Via Lamarmora. Poche statue, per una rappresentazione intima e raccolta della mangiatoia.

Presepe delle suore clarisse, Chiesa di Santa Chiara
Nella Chiesa di San Martino invece, in un piccolo cortile adiacente, è stato allestito un presepe dove le statue sono tutte rigorosamente in costume sardo. La comunità laboriosa  si affaccenda intorno alla capanna con Gesù bambino. 

Presepe della Chiesa di San Martino
  ( continua...)

Oristano: foto con tutti i presepi della città (2a parte)

I ragazzi dell'Azione Cattolica, invece, hanno allestito il presepe in un luogo davvero particolare, che raramente viene visitato... le prigioni ecclesiastiche, accanto alla Cattedrale di Oristano. Le prigioni furono operative dal '400 fino praticamente all'Unità d'Italia. Solo di recente sono state riaperte al pubblico, in occasione di Monumenti Aperti. 

Presepe presso le prigioni ecclesiastiche
Il presepe si sviluppa lungo le pareti della cella più grande, e rappresenta il cammino che i Magi seguirono per arrivare a Betlemme. Sono partiti da molto lontano....


... ma lentamente, supportati dalla loro fede, e seguendo la stella...


... giungeranno a destinazione. Il viaggio è stato lungo e faticoso...


... ma alla fine eccoli davanti alla mangiatoia con Gesù.  Ormai manca pochissimo... 


... in vista c'è la grotta con il Salvatore accanto a Giuseppe e Maria.


Per questi luoghi, che lungo i secoli hanno visto detenzioni e sofferenza, il lavoro con cui dei ragazzi li hanno ripopolati, è una sorta di pietoso riscatto. 

( continua...)

Oristano: foto con tutti i presepi della città (3a parte)

Presso l'Hospitalis Sancti Antoni, ovvero nella sede della Biblioteca comuunale di Oristano, i ragazzi delle scuole e di diverse ludoteche hanno fatto uso di tutta la loro fantasia. Si va da graziose riproduzioni della Sacra Famiglia in costume sardo...


... a lavori fatti semplicemente ritagliando e colorando la carta...


... ad altre piccole e curate rappresentazioni della Natività che utilizzano il sughero ...


... e poco altro per fare la capanna,  in un ambiente essenziale che sprigiona senso artistico ...


... a dimostrazione che ciò che conta, nel presepe, non sono i materiali a disposizione ma la creatività, l'ingegno, e la disposizione d'animo dei fanciulli.   

(... fine)

Giorgio Bocca, un italiano contro

Insieme a Indro Montanelli ed Enzo Biagi, probabilmente Giorgio Bocca è stato tra i più grandi giornalisti italiani del dopoguerra. La sua semplicità di stile  è stata inversamente proporzionale alla lucidità di pensiero e grandezza d'ideali.
Lo ha definito bene ieri Umberto Eco, con una battuta, mentre usciva dalla chiesa dove si è celebrato il funerale, dicendo che Bocca "era un grande montanaro che non le mandava a dire". Ed Ezio Mauro,  del cui giornale, la Repubblica, il giornalista di Cuneo fu tra i fondatori, ne ha ricordato la versatilità del talento: da quello di cronista, ad autore di inchieste e reportage, a vivace polemista. Gad Lerner nel suo blog, ha parlato del debito di gratitudine che lo legava a Bocca.
A testimoniare questo fatto restano frasi dissonanti, registrate anche sul web, di chi non ha mai accettato il suo modo diretto e schietto di dire le cose, a volte perfino brutale, sempre segnato però da un rigore morale che non ammetteva sconti. Lezione di vita che arrivava, ha sempre raccontato nelle sue interviste, dall'avere partecipato alla Resistenza, ed essere stato un partigiano. Non sarà un caso, infatti, che il suo feretro è stato accompagnato dai cori di "Bella, ciao". Il suo essersene andato il giorno di Natale sembra l'ennesimo sberleffo a una società dei consumi che non ha mai smesso di criticare, mentre è quasi un onore che sia mancato nell'anno del centocinquantennio dell'Unità d'Italia, lui che che in fondo è stato un patriota, privo di retorica.

martedì 27 dicembre 2011

Liquore di mirto, un'escursione a caccia di bacche

Bacche di mirto
Vi è mai capitato di fare un'escursione  per raccogliere le bacche di mirto, con le quali si fa il famoso liquore di mirto
A me è capitato qualche anno fa e ve  lo consiglio vivamente, perché è un'esperienza insolita e divertente. 
Oggi molti coltivano questo arbusto a casa in un vaso, date le modeste dimensioni, circa ottanta centimentri di altezza. Ma così ci si perde la breve gita e tutto il divertimento!
Il mirto cresce nella bassa macchia e ai bordi dei boschi, dove questa pianta originaria dell'Africa si è adattata molto bene al clima mediterraneo della Sardegna. 
In natura, potete trovare piante alte due metri, che ci mettono anni prima di raggiungere quest'altezza per loro imponente, dato che si tratta di semplici arbusti... tenetene conto :-) quando cogliete i frutti e le foglie, o fate un po' di legna.
In effetti il mirto ha molti impieghi in cucina, ad esempio la sua legna è molto utilizzata per aromatizzare le carni, come il maialetto arrosto.  Per il liquore, invece, si usano sia le bacche che le foglie, dipende dal tipo che volete ottenere.   
I frutti del mirto sono bacche tonde e commestibili, nero violacee (vedi foto), che maturano in autunno. Con esse si fa il mirto di colore nero, attraverso la macerazione in alcol a 90 gradi. Oppure potete usare al loro posto le foglie, che hanno forma ovale o lanceolata, brevemente picciolate, di colore verde fino all'apice. Con queste ultime si ottiene il mirto di colore bianco.  In entrambi i casi, il risultato è un'ottimo liquore, di circa 30 gradi, dal sapore dolce, con un retrogusto di alloro, che funziona anche come un ottimo digestivo. 

Come si cucina il maialetto arrosto

E' diventato un simbolo dell'isola al pari del nostro mare color smeraldo... Il maialetto arrosto (o porceddu, come dicono i continentali) è una leccornia la cui fama ha da tempo varcato i confini sardi ed è un'ottima ambasciatrice della cucina sarda nel mondo.  
I cultori si dividono in due scuole: chi esige che il maialino sia tra i quatto e i cinque kili, nutrito di solo latte, e chi preferisce quello di circa 10 kg, onnivoro e foderato da uno strato di grasso. Esistono due scuole anche in fatto di cottura: allo spiedo e cotto al fuoco lento di legna profumata con mirto, alloro e salvia (impiega circa due ore);   oppure sotto terra, o come facevano gli antichi, a carraxiu.
Questo secondo metodo è un'eredità agropastorale, quando a volte tra comunità rivali il maialetto era frutto di abigeato, e mentre lo si cucinava non ci si voleva fare troppo notare.  In questo caso si scava una buca, la si riempie di braci per poi svuotarla della cenere e ricoprirla con frasche di mirto e timo, vi si adagia quindi il maialetto, si ricopre ancora di terra e sopra si accede un falò al cui calore questa delizia cuoce per ore.

lunedì 26 dicembre 2011

Fabio Volo, personaggio dell'anno

Fabio Volo, qui la sua pagina facebook
A settembre scorso è uscito il suo ultimo romanzo, Le prime luci del mattino (Mondadori), che minaccia di essere un successo esattamente come il Giorno in più (2007) che ha venduto circa un milione di copie e dal quale Massimo Venier sta traendo un film (vedi il trailer) che lo vede nella parte del protagonista.  
Fabio Volo, 39 anni, è uno di quei fenomeni di massa italiani, che per quanto non semplici da spiegare dimostrano indubbio talento. La sua storia, un po' quella di Fiorello, l'altro superfenomeno nostrano, è chapliniana: da paniettere, a scrittore, attore, conduttore radiofonico (su Radio Deejay, con il Volo del Mattino). 
Una creatività molto à la page, la sua, fatta di pungente umorismo, naturale predisposizione al divertimento, con un interesse quasi alla Bukowski per le donne e la vita. A dire il vero, questo assomiglia più al ritratto più di qualche suo personaggio che al suo, dato che di recente ha affermato, su Vanity Fair, di essersi finalmente fidanzato e avere quindi - teoricamente - raggiunto la serenità. 
Di certo sono inquieti i suoi libri, come "E' una vita che ti aspetto", dove con semplicità un trentenne qualunque di oggi con un lavoro stressante si autoesamina mettendosi a nudo, tra amicizie in fuga, amori improbabili, ipocondria, torpore esistenziale, depressione e felicità. Il risultato è gradevole, i libri di Fabio Volo stupiscono per acume e sincerità leggera, che finisce per essere una lezione di vita. 

sabato 24 dicembre 2011

La vera storia di Babbo Natale

Casa di Babbo Natale, in qualche luogo del mondo
Ci sono differenze incredibili tra le culture della terra ma Babbo Natale è conosciuto un po' dappertutto. Pere Noel per i francesi, Father Christmas per gli inglesi - che lo rappresentano con rami d'edera, vischio e  agrifoglio - invece è Weihnachtsmann - l'uomo del Natale - per i tedeschi. Perfino nei regimi comunisti esisteva qualcosa di simile (l'uomo del gelo).  
Quello giunto fino a noi, con barba bianca e inconfondibile abito rosso e stivali, lo disegnò nel 1931 Haddon Sundblom  per la pubblicità della Coca Cola. 
In precedenza, esistevano diverse figure natalizie che si differenziavano, tra fede cristiana e oriente, per il colore delle vesti, chi blu, chi nero, chi rosso: gli unici aspetti in comune erano la lunga barba e il portare doni a tutti, dai grandi ai bambini. 
Sembra che il primo donatore di regali fu San Nicola, nel 300 d.C. a Myria, nell'attuale Turchia. Nato da una ricca famiglia e rimasto orfano, crebbe in un monastero e all'età di 17 anni divenne prete. La leggenda racconta della sua grande generosità, pare che donò a poco a poco tutta la sua ricchezza ai bambini poveri della città, e girasse con grandi sacchi d'oro di cui amava disfarsi. Diventato arcivescovo, non indossò mai paramenti ma portava una lunga barba bianca e un cappello rosso. In seguito fu fatto santo quale esempio di carità cristiana ed è venerato dalla Chiesa Cattolica il 6 dicembre.
Insomma, il Babbo Natale moderno è frutto della globalizzazione -  Coca Cola - ma ha pure antiche radici cristiane.  
Libri: la vera storia di Babbo Natale (Raffaello Cortina, pag. 176 € 14) , spiega che a restarci male, quando i figli non credono più a Babbo Natale (cosa che accade intorno ai sette anni), sono soprattutto i genitori, che affrontano il cambiamento come un lutto. Ma cosa succede quando si smette di credere a Babbo Natale? E come affrontare questo rito di passaggio?  In questo libro ci sono tante riflessioni utili sul mito di Santa Claus.

Cercasi compagno di viaggio, sui social network

Alzi la mano chi non ha mai sognato di entrare in un'agenzia di turismo e chiedere che, tra le cose garantite del viaggio, ci fosse un bell'incontro, magari un'amicizia nata in viaggio.
In effetti, a volte non ci rendiamo conto di quanto la socialità sia uno degli aspetti importanti e in grado di arricchire una vacanza.
Al tempo dei social networks la vacanza diventa social e  nasce direttamente sul web. 
Ad esempio, se il vostro obbiettivo è viaggiare insieme, un'idea carina è senz'altro Globetroopers.com. In questo social network per viaggiatori è possibile creare un itinerario e aspettare che qualcuno si associ, oppure vedere i vari viaggi presenti e unirsi. Interessante, no? Inoltre, grazie alla funzione Trooper Talk, si possono scambiare informazioni e cercare nuovi compagni anche durante il viaggio. 
Il social network del momento, per chi cerca compagni di viaggio, è senz'altro Tripping.com. Un sito di viaggiatori dove in base alla meta, vi è consentito individuare (gratis), una stanza, un letto, e qualcuno che vi guidi alla scoperta della cultura locale. La comunità è ancora in versione beta, ma promette di crescere in fretta, e il clima è amichevole. Inoltre, il programma TripSafe permette di essere sicuri sulla serietà di chi  ospita. 
Gogobot, invece, assomiglia da vicino a un Facebook per viaggiatori. Una volta creato il proprio profilo, s'invitano gli amici - anche dal proprio Facebook - si chiedono consigli e si scrive una recensione. Inoltre si può creare il proprio itinerario, si possono chiedere informazioni sullo stesso, con il sistema che visualizza foto e recensioni degli utenti. 
Un'idea un po' vecchiotta (online dal 2002) è Where are you now. Qui, in base a dove ci si trova, si possono vedere gli utenti - compresi i propri amici di Facebook - che si trovano nelle vicinanze e contattarli. Per ogni destinazione di viaggio, si possono anche scambiare foto. Questo sito, con app per Iphone, assomiglia però più a un sito per incontri. 
Infine c'è Tripadvisor, il più conosciuto website per viaggiatori, nato nel 2000, che non ha bisogno di presentazioni. Si tratta di un sito molto collaborativo, costruito dalle recensioni degli utenti il che lo mette spesso al centro di polemiche. Da dicembre 2010, anche Tripadvisor si è avviato a diventare anch'esso un social network, dato che ha integrato alcune funzionalità di Facebook. Qui si possono visionare le mappe dei viaggi dei propri amici, leggere i loro commenti e contattarli.  

I migliori film di Natale

Ci siamo, Natale è arrivato e con il freddo - non più immaginario, in diverse parti d'Italia e di Sardegna ha pure nevicato - la voglia di sentirsi raccontare una storia. 
Al cinema questo mese ce n'è per tutti i gusti: non manca il più classico dei cinepanettoni e dei film comici  targati Vanzina, Vacanze di Natale a Cortina - per chi in questi tempi di crisi cerca solo un po' di spensieratezza.
 Da quelli per ragazzi e per bambini, come il Gatto con gli stivali, a commedie romantiche un po' prevedibili come Capodanno a New York, la lista è davvero lunga, e anche le  recensioni sul web da parte di pubblico e critica si sprecano. 
Molto divertente e apprezzato sembra essere, per esempio, Il figlio di Babbo Natale in 3D, una gustosa e originale invenzione riguardante la vera storia di Babbo NataleSe volete farvi un'idea complessiva questo è l'elenco completo dei film in uscita  a dicembre. 
Oppure siete ormai degli appassionati del DVD che i film preferiscono vederli a casa?  Questa è una serie di titoli con i migliori film di Natale di sempre. Si va dal "Piccolo Lord", al rifacimento di vecchi capolavori come "Natale sulla 34a strada", a classici come "Mamma ho perso l'aereo". Io ho visto da poco The Family man, un film a quanto pare non troppo conosciuto ma estremamente bello, una commedia romantica e fantasy al di fuori di ogni retorica.  


Potrebbe interessarti il post: La Monument Valley e "C'era una volta il west"   

venerdì 23 dicembre 2011

Capodanno 2012 a Oristano: tutti i protagonisti e gli eventi!

Tre piazze (Roma, Eleonora, Corrias) si preparano anche quest'anno a salutare il nuovo anno a Oristano. Per il Capodanno 2012 è prevista festa grande con spettacoli, balli, cena all'aperto e fuochi d'artificio.
I protagonisti:  tra gli invitati ci saranno il comico Benito Urgu, i Tenores di Neoneli, il gruppo gli Istentales, Vanni e Paolo Masala con Andrea Pisu, Giuliano Marongiu. In tutto una decina di ospiti.

Il programma:

giovedì 29 dicembre: alle 18 concerto spettacolo de i Luna de Ierru con Korrontzi (Paesi Baschi)  e i musicisti sardi.
venerdì 30 dicembre: ore 9,30 mercato Terre e Shardana, esposizione di prodotti tipici, ore 18,30 in Piazza Eleonora concerto-spettacolo Luna de Ierru, un confronto tra musica e culture identitarie con i Tenores di Neoneli, Orlando Mascia, Bruno Camedda, e musicisti sardi.
sabato 31 dicembre:  dalle ore 20 e alle 22 cena del Gal Terre e Shardana a cura dello Chef Elia Saba, sul sito del Comune di Oristano potete trovare il menù e tutte le altre info per la prenotazione; sempre la stessa notte spettacoli diversi nelle tre piazze principali della città:
Piazza Roma: ore 21,30 Giuliano Marongiu con la partecipazione di Benito Urgu; ore 22 Varietà e Casinò, a mezzanotte saluti con le autorità ; da mezzanotte in poi i Tasso Zero;
Piazza Eleonora: ore 22 gli Istentales con la partecipazione di Benito Urgu; a seguire Vanni Masala, Paolo Masala e Andrea Pisu, spettacolo etno-musicale e ballo sardo, a mezzanotte ci sarà lo spettacolo pirotecnico;
Piazza Corrias: dalle ore 23 l'animazione sarà del dj Federico Murru con le ballerine, e si ballerà fino a notte fonda. 
L'organizzazione: l'evento è organizzato dal comune di Oristano, con la partecipazione della Camera di Commercio, del Gal Terre e Shardana, e della Regione Sardegna.  

Buon divertimento e buon ultimo dell'anno a tutti !!!

giovedì 22 dicembre 2011

Ricetta delle anguille arrosto

Se siete in cerca di qualche idea originale per la vostra cena di Natale, che non sarà nè a Parigi nè a Barcellona, ma con amici e famiglia tra le mura domestiche in Sardegna, eccovi qualche  idea per un pasto a base di pesce. 
Procedimento: per iniziare le anguille non andranno sventrate, ma solo pulite con un panno o un po' di crusca per liberarle dalla loro scivolosità. 
Successivamente vanno infilzate con pazienza in uno spiedo, in modo da realizzare una s o un cerchio, come vedete in foto. Gli spiedi andranno poggiati sui sostegni, sotto cui andranno avvicinate e posizionate le braci vive del fuoco.
In tutto il tempo di cottura è di circa una mezz'ora, dovrete girare le anguille quando il lato esposto al fuoco è giunto a cottura. Verso la fine della cottura aggiungete il sale, e successivamente servite in un piatto con un po' d'alloro per decorare e dare un'aroma che si sposa alla perfezione con il gusto squisito delle anguille arrosto.

mercoledì 21 dicembre 2011

Posso farle un regalo di Natale?

Le Babbo Nataline  entrano in azione
Mettete una giornata gelida come quella di ieri, e delle simpatiche Babbo Nataline che vi girano intorno... voi non sareste curiosi?
In effetti, ieri mattina, al Tribunale di Cagliari c'è stata una simpatica iniziativa: ragazze vestite da Babbo Natale con un sacco di regali per i legali... Qualcuno di loro è scappato, in ridanciana fuga da chi avrebbe potuto spezzare la noia della giornata, qualche altro si è lasciato fermare per dissipare il punto di domanda che gli è nato improvvisamente in viso.
L'happening è stato a cura di Visureitalia.com e nel pacco che le ragazze consegnavano non c'era (si potrà finalmente dire?) proprio nulla. 
La consegna del pacco
E allora, di che si è trattato? Di un "pacco", per l'appunto: di quelli che nel complesso labirinto del mondo di oggi capitano ai professionisti, e alle aziende, che hanno per clienti altre aziende e non si informano sul conto di coloro con cui fanno affari, e stipulano contratti. Quando si dice la mancanza di tempo.... 
Pubblicità, soltanto pubblicità, potreste aggiungere senza pensarci troppo. Eppure il fine etico c'è, e si vede: mettere al riparo dal rischio attuale, per nulla improbabile, di subire facili fregature.
Chissà, forse qualche penalista si sarà pure chiesto se erano proprio loro, le Babbo Nataline, il regalo così ben confezionato... ma è sembrato più palese il tentativo da parte di molti di capire dov'era, se c'era, la presa per i fondelli.     
Io mi trovavo lì per... beh, questa è un'altra faccenda. Comunque, se capitate in Piazza Repubblica a Cagliari, aspettate degli amici e avete un po' di tempo, vi consiglio senza dubbio l'Agorà, bar dai prezzi modici dove ho sorbito un ottimo cappuccino e sfogliato al tavolino qualche giornale, ma soprattutto mi sono riparato dal freddo pungente dell'inverno in arrivo. 

Concerto Gospel al Teatro Garau

Venerdì 23 dicembre, allo ore 21,00 il Teatro Garau di Oristano ospiterà l'evento conclusivo della stagione concertistica organizzata dall'Ente Concerti "Alba Pani Passino". 
L'appuntamento è con Crystal Aikin and Gospel Choir, straordinaria gospel singer vincitrice nel 2010 del Stellar Awards, il più importante premio riservato ai cantanti di questo genere.  Il suo repertorio spazia nella musica nera con brillantezza vocale e si distingue per la notevole cura degli arrangiamenti.
La prevendita dei biglietti per assistere al concerto si potrà effettuare presso la sede dell'Ente Concerti "Alba Pani Passino" in piazza Eleonora d'Arborea 34, secondo piano. Sarà inoltre possibile acquistarli direttamente il giorno del concerto, a partire dalle ore 17,00 presso il botteghino del teatro.

Biglietti: € 15,00 intero; € 12,00 ridotto
into: tel 0783 303966     -     0783 78886


Gramsci, raccontato per immagini


Domani mercoledì 21 dicembre, alle ore 16,30 presso il Centro Servizi Culturali in Via Carpaccio 9 ad Oristano, in occasione del 120° anniversario della nascita di Antonio Gramsci,  ci sarà la presentazione dell'opera "Gramsci raccontato per immagini", biografia del grande politico ed intellettuale sardo attraverso immagini, note e letture a cura di Giuseppe Manias. E' l'occasione per chi volesse saperne di più sulla vita di questo grande uomo sardo e sul suo straordinario esempio di etica e morale applicato alla nostra società.   

Ingresso libero info C.S.C. - via Carpaccio, 9 - Oristano - tel 0783 211656

domenica 18 dicembre 2011

Fregola con arselle

Un piatto tipico della cucina sarda, molto adatto alle feste per la sua eleganza, è la fregola  con arselle (in sardo campidanese: fregua con cocciua). Si tratta di una pietanza davvero saporita e dal genuino sapore di mare. L'ingrediente di base è appunto la fregola, una pasta prodotta in Sardegna utilizzando la semola di grano duro. Le arselle altro non sono che vongole veraci, in Sardegna hanno questo nome. 
Ingredienti:
500 gr. di fregola
1 kg di vongole 
1 scalogno 
vino bianco secco
prezzemolo tritato
peperoncino a piacere
2 spicchi d'aglio
olio extra vergine d'oliva
Preparazione: per prima cosa occorre procurarsi le vongole, che vanno fatte depurare della sabbia. Per questo dovrete metterle in acqua per alcune ore, meglio se l'acqua è di mare, altrimenti potete aggiungerle un po' di sale. Successivamente lavate i molluschi sotto l'acqua corrente. Mettete a rosolare in una padella capiente uno spicchio d'aglio e un po' d'olio, e gettattevi le arselle ben scolate dall'acqua. Bagnate il tutto con un po' di vino, lasciando che le arselle si aprano lentamente. In seguito le fate raffreddare e le sgusciate, eliminando quelle che sono rimaste chiuse. Alcune lasciatele nel guscio, vi serviranno per guarnire i piatti. Anche il liquido della cottura va tenuto da parte per essere utilizzato successivamente.  
Ora preparate un nuovo soffritto, con uno spicchio d'aglio, olio, lo scalogno tritato, poco peperoncino se lo gradite. Aggiungete la fregola e fatela tostare, aggiungendo via via: un po' di vino bianco, il liquido delle vongole, poco alla volta, come si fa per i risotti. A circa metà cottura potete aggiungere le vongole. Per completare il tutto, occorrono una decina di minuti. Quando servite nel piatto, guarnite con le arselle non sgusciate e decorate con il prezzemolo. Il risultato sarà fantastico! 
Nota: qui trovate un video della prova del cuoco di qualche anno fa, che illustra le varie fasi del procedimento di preparazione della fregola con arselle. Guardatelo, vi sarà utilissimo!

sabato 17 dicembre 2011

Mostra dei presepi

Al centro commerciale Billa di Oristano, è in corso in questi giorni una bella mostra di presepi. Provengono da diversi paesi della provincia, e si tratta di realizzazioni artistiche di ottimi artigiani. 
Si va da lavori che utilizzano il più classico degli elementi, il sughero, ad altri decisamente più particolari, come la segatura e il legno, o la ceramica. In generale si tratta di opere davvero graziose che hanno il privilegio sembrare tanti piccoli scorci in miniatura della Sardegna. 
Il presepe, come tradizione, si dice nasca con San Francesco d'Assisi, il quale lo inventò come rappresentazione umanizzata della Natività. Ma è solo nel Settecento, quindi molto dopo il Medioevo, che si affermerà come usanza all'interno delle chiese e nelle case del popolo. 
Poche cose come il presepe sono in grado di raccontare l'atmosfera del Natale, e nel mondo ci sono davvero un grande numero di appassionati. Facendo un breve giro sul web, ho scoperto un sito, presepi del mondo, che ospita la collezione privata raccolta nella propria vita da Carlo Battista Castellini vicino Milano ed esposta all'interno di una galleria d'arte, dove ci sono presepi provenienti da tutte parti della terra. Sono catalogati molto bene, divisi per regioni italiane e nazioni del mondo.   
In Italia, per chi non lo sapesse, esiste anche un'associazione nazionale dei presepisti. Inoltre ogni anno, ad Ancona, si realizza il presepe vivente più grande d'Italia.
Se invece siete in cerca d'ispirazione per realizzare il vostro, fatevi un giro sul Tubo (Youtube), ne troverete di tutti i tipi, dai più semplici ai più complessi: meccanizzati, con effetti sonori, nevicata, o spettacolari cascate.
Tornando a Oristano, il mio preferito resta il presepe realizzato con amore dai frati nella chiesa convento di San Francesco, in via Sant'Antonio ad Oristano. Lo espongono dalla Veglia di Natale ed è fatto di poche bellissime statue, che riproducono tutta  la magia e l'intimità della mangiatoia.  

giovedì 8 dicembre 2011

Piscinas, il sogno dei turisti

Leggi le recensioni su Tripadvisor
C'è un posto molto bello poco al di fuori della provincia di Oristano, ed è Piscinas, nella Costa verde. Un punto in cui la Sardegna incontra l'Africa, e dove si alzano dune tipiche dei deserti costieri come quelli del Marocco, alte fino a sessanta metri  e lunghe chilometri, con ginepri piegati dal vento e ciuffi di sparto a fermarle e stabilizzarle. 
Tra le informazioni turistiche più richieste all'Ufficio della Provincia dove d'estate mi è capitato di lavorare, c'è proprio questa meta non facilissima da raggiungere ma che a giudicare dal numero dei desiderosi di andarci, può a buon diritto essere definita il sogno dei turisti
Come arrivare: ci sono tre possibilità per arrivare a Piscinas. 
1° itinerarioUna è prendere la strada per Arborea, proseguendo oltre il ponte di Marceddì in direzione Torre dei corsari, e successivamente continuare seguendo le indicazioni per l'Hotel le Dune, il celebre alberghetto ricavato da un ex deposito minerario. Almeno fino a Funtanazza, la strada è asfaltata, successivamente occorre proseguire per una strada sterrata. Di questo percorso non sono molto sicuro, tempo fa un'amica mi ha detto che facendola ci si imbatteva in un cancello all'interno di un podere che andava aperto e richiuso per non far uscire il bestiame al pascolo, situazione molto nature, insomma. Non so se le cose siano migliorate. 
Qui altre foto
2° itinerario - questa soluzione mi piace di più ed è quella che raccomando. Da Oristano si prende la 131, e si giunge fino alla svolta per San Gavino Monreale. Prendete la strada per San Gavino, e attraversate Guspini, e poi potete prendere per le miniere di Montevecchio, un villaggio di minatori con i luoghi estrazione dove è possibile fare una sosta e una visita. Da Montevecchio, si prende una strada sterrata che attraversa le montagne e vi porta a Piscinas, in tutto per arrivare a destinazione dopo le miniere ci sono da fare circa 10 km di strada non asfaltata.
3° itinerario  - oppure, sempre prendendo la 131 e svoltando per San Gavino, potete arrivare a Guspini, e proseguire per Arbus e Ingurtosu,  frazione  anch'esso dal passato minerario.  La strada per Piscinas è segnalata.  
Cosa vedere: a parte i segni del passato minerario di tutta la zona, una volta giunti a destinazione vi troverete in un paradiso naturale che toglie davvero il fiato, un luogo in cui la natura sprigiona una bellezza e lo  scenario vi apparirà con colori dalla nitidezza surreale di una diapositiva. Si cammina su dune scoscese in cui al mattino o al tramonto può capitare di scorgere le impronte dei cervi che hanno ripopolato la zona, o all'interno delle foreste che sorgono intorno potrete scorgere la tana e magari qualche volpe furtiva. Anche uccelli piuttosto rari, come il gruccione, nidificano da queste parti. Con il silenzio interrotto solo dal soffio del vento che modella incessantemente le dune, vi sembrerà di essere capitati sul set di  Lawernce d'Arabia, con il sovrappiù del mare che fa arrivare da lontano il suo sbadiglio immenso. Non lontano dalla riva, si può osservare il relitto di una nave inglese di inizio secolo, dotata di cannone.  

sabato 3 dicembre 2011

Sa Mesa longa, una giornata al mare

Litorale di Sa mesa longa (qui la pagina facebook)
Questo post è la piccola cronaca di una giornata al mare. Buffa perché con un'amica, quest'estate, ci dovevamo vedere per fare un giro per le spiagge di Oristano. Ma, come accade nelle occasioni migliori ... all'uscita di Oristano, dove ci siamo inizialmente trovati, nella sua macchina riparata da qualche giorno si accende una simpatica spia rossa, di quelle appositamente predisposte per mandare a monte i progetti vacanzieri. E infatti... mezz'ora dopo siamo da un meccanico, presso Arborea, di quelli classici con tuta blu e chiave in mano e dita sporche d'olio, che non lo diresti mai, ma sanno usare anche il pc e sottopongono a modernissima scansione elettronica la centralina dell'automobile. Io non capisco molto di motori, anzi direi sono un perfetto ignorante in materia, ma finisco per accettare di buon grado la sosta perché dal sedile posteriore recupero, da una profumatissima busta messa lì in disparte, un po' di "pane con gerdas", buonissimo e croccante.
Isolotto davanti alla spiaggia
Siccome eravamo già in ritardo, alla fine della riparazione, dopo oltre un'ora, dobbiamo semplificare il programma di viaggio e puntare dritti verso la marina di San Vero Milis, verso la bella spiaggia di Sa Mesa Longa. Questa è un'ampia baia rivolta a nord-ovest, caratterizzata da acque calmissime e da un mare cristallino (vedi foto).
Come arrivare: la strada che facciamo è la stessa per Putzu Idu, oltre cui continuiamo sulla provinciale 10 seguendo le indicazioni per Su Pallosu, svoltando a sinistra e arrivando infine alla spiaggia dopo una strada bianca di 300 metri.
L'aspetto della spiaggia è decisamente selvaggio, e tra le cose più suggestive c'è senz'altro l'isolotto roccioso poco distante a cui si arriva passando su alcuni scogli piatti percorribili a piedi, soprattutto quando c'è la bassa marea. Questi scogli particolari hanno proprio la forma di una lunga tavola (in sardo, mesa longa) e danno il nome alla spiaggia, che è pure molto amata dai surfisti e confina con le falesie di Capo Mannu. Complice la notevole calura, con la mia amica scegliamo di rifugiarci, come due messicani, da Sestilio, ristorantino tipico con tetto di canne e un mini orticello di erbe e verdure da lui stesso coltivate. Durante il pranzo mi riempio gli occhi del blu cobalto di un mare che fa arrivare alla nostra tavola essenze incredibili, e la mia forchetta arrotola con pazienza un piatto di spaghetti alle cozze che data l'ora - le due di pomeriggio - è pura poesia e ci ripaga entrambi dell'inconveniente di viaggio.


Il car pooling, l'autostop organizzato

C'è una pratica di viaggio che sta prendendo sempre più piede tra i giovani, e si chiama car pooling (in inglese, auto di gruppo).
Per chi non lo sapesse, si tratta di una forma di autostop organizzato, in cui persone che non si conoscono entrano in contatto e condividono le spese di viaggio per recarsi insieme un festival, un concerto, una gara sportiva, o a visitare  una città.
 Il car pooling è economico, ecologico, sicuro - ci si registra - riduce i costi di trasporto a tutti i livelli e aiuta la mobilità sostenibile. E' un fenomeno diffuso soprattutto negli Stati Uniti e in Europa, ma che ultimamente si va affermando anche in Italia. Tanto che da tempo il sito italiano carpooling.it fa registrare un aumento costante nelle visite, e con 3,4 milioni di utenti registrati, 600.000 offerte di viaggio e richieste, per oltre 5.000 città in 45 paesi europei, è la banca dati più grande d'Europa in questa forma di viaggio. Molto carina anche l'applicazione facebook di questo sito, con la quale vedere i viaggi inseriti dai propri amici. 
Per trovare un passaggio si fa così: chi offre un passaggio si registra sul sito inserendo luogo di partenza  e di arrivo, poi aspetta chi lo cerca verso quella destinazione. Oppure semplicemente si può inserire il percorso che si desidera e si attende il contatto per un passaggio, gratis. I car pooler sono soprattutto giovani, spesso tra i 25 e 30 che fanno questa scelta per risparmiare. I luoghi più ambiti sono Roma, Milano, Firenze, Rimini, ma molte richieste di viaggio riguardano anche l'estero: Francia, Svizzera, Austria e Germania. Mediamente il risparmio di un week-end si aggira intorno ai 50€. 
Altri siti interessanti che propongono lo stesso servizio sono roadsharing.com e postoinauto.com, per chi volesse informarsi. In tutti i casi, un modo decisamente social e web 2.0 di muoversi, buona partenza e divertimento :-).  

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