martedì 27 settembre 2011

Sardaigne, les bonnes raisons de l'aimer

Le Nuraghe Losa
Si vous êtes des voyageurs du monde, mais vous n'aimez pas le sites trop étoiles, il peut-être que à cette époque de l'année, entre les mille voyages possibles, vous choisissez pour votre Grand Tour, la Sardaigne. C'est à deux heures de vol de Paris, et au mois d'Octobre les compagnies Raynair et EasyJet font des offres interessantes. Quand vous arrivez ici, louez une voiture.  C'est, à mon avis, la solution la plus economique et pratique. 
Cette île, qui a l'histoire d'un pays, est de plusieurs façons, un endroit merveilleux et en meme temps mistérieux. La Sardaigne, avant tout, pour moi que y habite, est une puissant expression physique, avec tout ce qu'un tourist peut rêver: des côtes, avec des plages fabuleuses, des plaines régulieres et cultivés, montagnes, rivières, et beaucoup de nature sauvage.
Pour imaginer votre voyage, vuos n'avez pas besoin de faire la programmation dans le detail, il suffit avoir une carte ou une guide et en suivant votre istinct, vuos serez sûr d'éprouver des émotions formidables.         
La région d’Oristano est une des places inexploreés de la Sardaigne et elle a beaucoup à offrir aux touristes qui passent par ces parties. La mer a des eaux cristallines, et il y a plusieurs envinronnements très importants et  protégées: la péninsule du Sinis est l'une d'entre eux. Ici  vous pouvez faire une visite à la cité phénicienne et punique de Tharros, où le ruines s'étendent jusque à la mer, dans un paysage vraiment unique et qu'on peut mieux admirer de la tour espagnol de San Giovanni di Sinis. Un chaunteur comment Vinicio Capossela, a défini légendaire et romanesque le Sinis, bon pour des aventures à la Jack Kerouak. Des autres vestiges archéologiques se trouvent dans la région d'Oristano et remontent à la periode romaine et espagnol, mais ce qui  vous donnera plus de surprise est celle sorte de musée en plein air qui sont les nuraghes (voir la foto); en Sardaigne, en tout, il y a environ sept mille. Et si nous ne pouvons pas parler des plages, car l'été est terminé - mais l'automne est lent à venir, et le temps c'est encore chaud - dans l'hiver et au printemps des noumbreuses festivités ont lieu, par example la Sartiglia ou l'Ardia di Sedilo, qui sont des courses de chevaux où vous pouvez voir l'habileté et le courage des cavaliers. Des autres bonnes raisons pour venir en Sardaigne sont qu'il existe une veriété incroyable de plats typiques, différents selon les régions. Les plus traditionnels sont les raviolis de fromage, le porcelet à la broche...vous êtes forcément épicurien! Les autres spécialités sardes sont les fromages, les pains et le vins. Les gens sont très accueillants, pour un séjour qui a tout.   

domenica 25 settembre 2011

S'arena scoada

S'arena scoada in primavera (foto flickr ) 
Tra le spiagge della provincia di Oristano, una citazione merita senz'altro S'arena scoada, per la bellezza delle acque e di tutto il litorale. Si trova nella marina di San Vero Milis,  accanto alla località balneare di Putzu Idu, e ad altre spiagge come Su Pallosu, Sa Mesa longa.  
Con il suo borgo turistico di piccole villette, S'arena scoada è la meta ideale di chi durante l'estate cerca  case o appartamenti in affitto, o in vendita, in luoghi che  pur non privi di abitanti sono lontani dal clamore e da eccessivi flussi turistici. 
Come arrivare:  l'itinerario per la spiaggia di S'arena scoada non differisce da quello per Putzu Idu, ovvero da Oristano è sufficiente immettersi sulla strada provinciale 292 e seguire queste indicazioni. Giunti a Putzu Idu, si svolta a sinistra e si attraversa il breve tratto asfaltato  dentro la località balneare. In qualche minuto sarete giunti al grazioso lungomare. 
Fondale e costa: oltre a un mare bellissimo, di un azzurro trasparente che sembra tropicale (di recente ho scoperto che la colorazione dell'acqua marina è data dalla concentrazione dei sali, e non come si solito si crede solo dal fondale), le acque sono abbastanza basse e adatte anche alle nuotate dei più piccoli. Ragion per cui, S'arena scoada è un posto molto frequentato da famiglie con bambini.  La sabbia, candida e brillante, è di tipo quarzoso, almeno in parte: cioè trovate un po' del quarzo presente a Mari ermi ed Is Arutas, misto a grana più fine.  La costa è formata da piccole cale argilloso-calcaree, che purtroppo lentamente il mare sta erodendo. Alcune di queste sono molto belle e raggiungibili solo a nuoto, o passeggiando in acqua,  e sono perfette per gli innamorati e le coppie. Trattandosi di una spiaggia orientata a ovest, come la maggior parte  di quelle del golfo di Oristano, nelle giornate di maestrale questo tratto di costa diventa perfetto per gli amanti del windsurf e del kitesurfPer coloro che amano la natura, invece, nei paraggi è possibili fare camminate a piedi verso la zona di Capo Mannu e Punta S'incodina, o una breve escursione alle vicine saline di Sale 'e porcus. Dalla spiaggia, inoltre, si gode di un'ottima vista verso l'isola di Mal di Ventre
Origine del nome:  il nome "S'arena scoada" significa letteralmente la sabbia colata. Ma si tratta di un'errata interpretazione di quello originario, che era "S'aena scoada" e significava l'asina senza coda.  


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giovedì 22 settembre 2011

L'European mobility week

Oggi si conclude l'European Mobility Week, la settimana europea della mobilità sostenibile, nata nel 2002  e da allora ripetuta con successo, che ha lo scopo di sensibilizzare i cittadini e promuovere l'utilizzo in città di mezzi di spostamento alternativi all'auto privata. L'iniziativa, organizzata nei giorni dal 16 al 22 Settembre, e di cui oggi è la giornata clou, ha riguardato un gran numero di città europee. Anche in Italia e in Sardegna ha trovato una discreta applicazione: Alghero, Cagliari, Oristano, per citare alcuni esempi. 
Un modo quasi obbligato di fare se si vuole aumentare la qualità della vita nei contesti urbani metropolitani, ridurre l'inquinamento dell'aria e quello acustico, aumentando gli spazi verdi a disposizione delle persone. 
Un argomento interessante, quando si parla di mobilità sostenibile, è quelle delle greenways, che potrebbero essere ben più utili, nel lungo periodo,  dell'occasionale chiusura al traffico di strade che avendo già una destinazione, non risultano facili da riconvertire, e in cui il traffico può essere soltanto limitato. Un esempio di greenways, in Sardegna, sono i percorsi del trenino verde, di cui ho scritto nel precedente post. In Italia, secondo l'Associazione Italiana Greenways(che sta cercando di censirle con il progetto ferrovie abbandonateci sono più di 6.650 km di ferrovie dismesse; di queste circa 700 km sono diventate "vie verdi", mentre 450 km ferrovie turistiche. Le strade ferrate, dopo la seconda guerra mondiale, hanno subito un processo di lento abbandono, in quanto il trasporto su gomma è diventato il mezzo privilegiato per lo spostamento sia delle merci che delle persone. Una piccola parte di questi percorsi abbandonati è dovuta a varianti di tracciato. Oggi finalmente sta iniziando, sia pure in maniera sia pure timida e senza un vero coordinamento a livello nazionale, una lenta opera di riciclaggio. 
In Europa e nel mondo, ci sono diversi ottimi esempi di come dalle rotaie si sia passati alle bici: in Francia, ad esempio, è nata una ciclovia da Cornimont a Bussang,  in Lorena, proprio laddove prima c'era un tratto ferroviario. A New York, l'High Line Park, è un parco sopraelevato inaugurato nel 2009, costruito dove prima per 1,6 km c'era la struttura di una vecchia ferrovia, che ha funzionato dal 1934 al 1980. La Fiab, federazione italiana amici della bicicletta, ha appena pubblicato un interessante studio sulle ferrovie dismesse e trasformate in percorsi ciclistici: il libro "Dalle rotaie alle bici" a cura  di Giulia Cortesi e Umberto Rovaldi,  dove si racconta di 42 di tratti ex-ferroviari o tranviari, per i quali è  iniziata una fase di recupero. Si tratta solo di alcune ingegnose soluzioni, che in alcuni casi servono a recuperare e rendere più vivibili aree cittadine, in altri sono in grado di creare veri e propri circuiti alternativi su cui si può sviluppare un turismo "verde", su cui cui possono sorgere nuove attività economiche come agriturismi e punti di ristoro. 


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mercoledì 21 settembre 2011

In viaggio con il trenino verde

Il trenino verde della Sardegna
Tra i modi più originali, e insieme più accattivanti, di scoprire la Sardegna, magari fuori dalla bella stagione, c'è senza dubbio quello di fare un viaggio con il trenino verde. Questo curioso mezzo di locomozione, si muove attraverso una linea di trasporto pubblico locale e turistica, che si snoda per oltre 600 km, e attraversa i luoghi più belli della nostra Isola.  "Trenino" sta a indicare le dimensioni più contenute del convoglio rispetto a quelli ordinari, cosa che riguarda anche la linea ferroviaria, la quale fu costruita a fine '800 per collegare le zone dell'interno della Sardegna, e fu realizzata a scartamento ridotto, cioè con una distanza più piccola tra i binari che rendeva più agevole il passaggio attraverso i luoghi impervi e montuosi. Da circa un decennio, la linea è stata riconvertita a un uso turistico e ha incontrato il gusto e il favore del pubblico. Attualmente la gestione del servizio è passata dalle ferrovie all'Arst spa, l'azienda regionale sarda dei trasporti.
Linea Macomer-Bosa
I primi a celebrare gli spostamenti con i possenti locomotori a vapore di inizio secolo, furono D.H. Lawrence e sua moglie Frieda, che nel gennaio del 1921, durante il viaggio in Sardegna che diede origine al libro "Sea and Sardinia", fecero la tratta Cagliari-Mandas. Lo scrittore inglese descrive con romanticismo non solo il carattere molto ospitale dei sardi, ma con molto stupore anche l'estrema bellezza della Sardegna dell'interno, somigliante in alcuni luoghi alla sua terra d'origine, la Cornovaglia. Questo video ricorda l'esperienza di quel viaggio. 
Itinerari: tra le tratte più suggestive con il trenino verde c'è quella che attraversa la Gallura: da Nulvi, si passa tra boschi e gallerie e si va verso Tempio, Arzachena e Palau, di fronte alle isola della Maddalena. Da Mandas, invece, si penetra nelle foreste del Gennargentu, fin nell'Ogliastra e ad Arbatax: in tutto 160 km, che è possibile fare anche in più giorni. Oppure, da Isili si attraversano i ponti e le gallerie della Barbagia occidentale, giungendo a Sorgono e facendo alcune tappe interessanti in provincia di Oristano, come Laconi. Sempre in provincia di Oristano, passa la tratta Macomer-Bosa, sulla quale si organizzano anche viaggi a  tema, come il "treno dei sapori", a Giugno, e a Settembre, quello della Malvasia. Tale tratta è attiva soltanto nei mesi estivi.
Informazioni: per info sulla storia del trenino verde, si può consultare il sito internet ad esso dedicato, dove è possibile consultare e scaricare il catalogo che contiene tutte le le tratte e una descrizione accurata di tutte le stazioni dove sosta. Sul sito trovate anche una bella fotogallery, dedicata ai viaggi con il trenino verde, e continuando la navigazione nel sito, trovate il calendario, che indica date e orari dei vari percorsi. Per info in tempo reale sull'organizzazione di un viaggio potete chiamare il numero verde, tel800460220 (dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 13,30). 
Prenotazioni: per l'organizzazione di un viaggio, anche su misura e per un gruppo, e conoscere i prezzi, potete chiamare l'Ufficio turistico con sede a Monserrato, al tel. 070580246 (sempre dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 13,30) o mandare un email all'indirizzo: treninoverde@arst.sardegna.it 

martedì 13 settembre 2011

Oristano, la città originale

La Torre di Mariano II in piazza Roma
In crisi creativa con il blog, come ogni tanto mi capita, prendo spunto, per un nuovo articolo, da un trafiletto apparso oggi su l'Unione Sarda, che inizia proprio così: Oristano, città originale. Il titolo della notizia precisa  in che cosa, a Oristano si sia fuori dalla norma: dal Museo a Portixedda, di domenica è tutto chiuso. 
Purtroppo questa è da tempo una triste realtà del capoluogo oristanese, ovvero il centro storico anche piuttosto gradevole della città, con diverse cose da vedere - dalle chiese, ai monumenti, al museo - spesso è praticamente impossibile da visitare. E questo non è certo un invito e un segno di accoglienza per i turisti di passaggio, che magari la domenica e non solo capitano da queste parti, e non sanno come spendere qualche ora. Si può e si dovrebbe fare molto di più. Manca un minimo di coordinamento e di buona volontà, oltre che i soldi: forse nella placida Oristano hanno dominato troppo a lungo gli hidalgos, e contagiato la loro indolenza. Sarà.
Comunque sia, Dio ci scampi anche dai giornalisti e dalla loro cattiva pubblicità. Nell'articolo sono presenti alcune espressioni un po' grossolane. La prima, sostiene che di domenica "ci si permette il lusso" di aprire l'Ufficio informazioni soltanto al pomeriggio (ore 17-20). Che espressione... non una parola, invece, sul fatto assai meritorio che a Luglio e ad Agosto l'Ufficio è rimasto a disposizione dei turisti con orario continuato, e solo da due settimane, in conseguenza di una palese diminuzione del flusso dei vacanzieri, si è scelto di non aprire la domenica mattina. Il lusso, semmai, sarebbe poter tenere aperto, con la crisi in atto. Lo stesso giornalista, poi, si avventura in una constatazione infelice. Sostiene che l'orario di apertura (ore 15-20) dell'Antiquarium arborense riportato nel sito internet del Comune sarebbe sbagliato, rispetto a quello  estivo (ore 17-22). Mistero oppure no? In realtà, nessun errore. Da Settembre l'orario è cambiato tornando quello usuale, cioè, ore 15-20. Quindi a sbagliarsi è il giornalista (che perciò al museo non c'è  andato).
In definitiva, se capitate a Oristano, magari una domenica mattina, cosa potete visitare? La Cattedrale di Santa Maria Assunta, aperta dalla mattina alla sera, con visite guidate a cura di alcuni studenti, e il centro storico poco affollato e quasi tutto per voi, ma con i monumenti e il museo chiusi.  Anche se Oristano, si sa, spesso è solo una tappa di passaggio verso mete più ambite, come le spiagge del Sinis, i vicini stagni, i diversi siti archeologici, le non lontane miniere di Montevecchio e le dune di Piscinas, qualcosa in più ci vorrebbe. 


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mercoledì 7 settembre 2011

La chiesa campestre di San Lussorio

Tra le chiese campestri più carine della provincia di Oristano, c'è senza dubbio, per storia e ubicazione, la chiesa di San Lussorio.
La si incontra sulla destra alla sommità di una piccola collina, percorrendo la SS 338, a circa 2 km dall'abitato di Fordongianus (l'antica Forum Traiani), famoso per le terme di epoca romana e per la lavorazione della trachite.
Il santuario di San Lussorio sorge nel luogo in cui si ritiene fu martirizzato il Santo, intorno al 300. La storia di San Lussorio è interessante. Pare che al tempo di Diocleziano e Massimiano, Lussorio fosse un uomo pagano che, durante la propria attività al servizio dell'imperatore, entrò in possesso delle Sacre Scritture. Ne restò così affascinato, che decise di abbandonare la sua condizione di pagano e di convertirsi al Cristianesimo. In breve tempo, a seguito di una denuncia fu portato davanti al praeses, di cui era collaboratore con il ruolo di apparitor, e fu fatto arrestare. La Passio che racconta il confronto tra le tue figure, e della fine di Lussorio, espone il giudizio in forma di controversia religiosa, con il Santo che affronta con fermezza ogni domanda del magistrato, le torture, senza per questo rinnegare la fede acquisita. Subì la morte, mediante decapitazione, dodici giorni prima delle calende di settembre (21 agosto) - periodo nel quale oggi ne ricorre la festa - e fu seppellito all'interno di una cripta.
Già al tempo di Traiano, come precisa il nome Forum Traiani, l'odierna Fordongianus era un importante emporio commerciale, nonché il principale presidio militare con la civitas barbarie dell'interno Sardegna, ruolo che mantenne anche in epoca bizantina, data la posizione strategica. L'area martiriale dedicata al Santo pare fosse in un cimitero e avesse un'area di culto a lui dedicata, già dal IV secolo. La costruzione della chiesa romanica di San Lussorio risale al XII secolo. Dell'edificio originario restano oggi soltanto l'abside e il lato settentrionale, mentre la facciata fu ricostruita in età aragonese, la orna infatti un portale gotico-catalano.


domenica 4 settembre 2011

La festa di Santa Croce

Prazza 'e i bois
Il 12, 13 e 14 settembre, presso il Foro Boario, a Oristano ricorre di nuovo da qualche anno, la festa religiosa e civile di Santa Croce. Il luogo, all'entrata di Oristano, è ancora noto con il nome di prazza 'e i bois. Infatti fino a cinquantanni fa era una fiera del bestiame e questi giorni rappresentavano per la città una sorta di inizio dell'anno sociale, un momento in cui tanta gente accorreva da diverse parti della Sardegna e si stipulavano contratti, si concludevano affari legati al commercio delle bestie e non solo. Successivamente, con la meccanizzazione dell'agricoltura, il mercato degli animali è venuto lentamente a scomparire, e con esso i festeggiamenti di Santa Croce. L'importanza di questa ricorrenza è tuttavia testimoniata dal fatto che gli oristanesi la chiamano ancora "sa festa manna" (in italiano, festa grande) e in passato era seconda, per importanza, soltanto alla Sartiglia. Recuperata alla tradizione, è anche la processione che si svolge per le vie della città con la reliquia della Santa Croce, ad opera dei frati francescani, e che incontra la devozione della città. Essa parte e si conclude nella Chiesa di San Francesco, a Oristano, presso cui è custodito il Crocifisso di Nicodemo, molto venerato, opera di grande realismo, drammaticità e bellezza che risale alla scuola tedesco-renana del 1300.
Programma della festa religiosa:
11-13 settembre, presso la Chiesa di San Francesco alle ore 18,00 S.Rosario e Vespri solenni; alle ore 19,00 S. Messa con omelia.
14 settembre, presso la Chiesa di San Francesco alle ore 11,00 S. Messa Solenne (le altre messe sono alle 7,30 -9,30 - 19,00); alle ore 18,00, processione con la reliquia della Santa Croce per le vie della città.
Programma della festa civile:
12, 13, 14 settembre: sagre rispettivamente dei prodotti tipici locali, delle carni, e del muggine arrosto. Appuntamenti con il folklore con serate di liscio, gare di poesia sarda in rima, e ballo sardo.

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