martedì 27 dicembre 2011

Liquore di mirto, un'escursione a caccia di bacche

Bacche di mirto
Vi è mai capitato di fare un'escursione  per raccogliere le bacche di mirto, con le quali si fa il famoso liquore di mirto
A me è capitato qualche anno fa e ve  lo consiglio vivamente, perché è un'esperienza insolita e divertente. 
Oggi molti coltivano questo arbusto a casa in un vaso, date le modeste dimensioni, circa ottanta centimentri di altezza. Ma così ci si perde la breve gita e tutto il divertimento!
Il mirto cresce nella bassa macchia e ai bordi dei boschi, dove questa pianta originaria dell'Africa si è adattata molto bene al clima mediterraneo della Sardegna. 
In natura, potete trovare piante alte due metri, che ci mettono anni prima di raggiungere quest'altezza per loro imponente, dato che si tratta di semplici arbusti... tenetene conto :-) quando cogliete i frutti e le foglie, o fate un po' di legna.
In effetti il mirto ha molti impieghi in cucina, ad esempio la sua legna è molto utilizzata per aromatizzare le carni, come il maialetto arrosto.  Per il liquore, invece, si usano sia le bacche che le foglie, dipende dal tipo che volete ottenere.   
I frutti del mirto sono bacche tonde e commestibili, nero violacee (vedi foto), che maturano in autunno. Con esse si fa il mirto di colore nero, attraverso la macerazione in alcol a 90 gradi. Oppure potete usare al loro posto le foglie, che hanno forma ovale o lanceolata, brevemente picciolate, di colore verde fino all'apice. Con queste ultime si ottiene il mirto di colore bianco.  In entrambi i casi, il risultato è un'ottimo liquore, di circa 30 gradi, dal sapore dolce, con un retrogusto di alloro, che funziona anche come un ottimo digestivo. 

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