lunedì 14 novembre 2011

Il museo della tecnologia contadina

Strumenti per la lavorazione dei cereali
Nel grazioso paese di Santulussurgiu, dopo aver fatto una sosta presso Sos Molinos, poco oltre Bonarcado, vale certamente una visita il museo della tecnologia contadina. Ospitato in una casa padronale del XVIII sec., è dedicato alla memoria del Maestro Francesco Salis ed è stato uno dei primi nel genere ad essere stato allestito in Sardegna
Il museo testimonia un mondo che non c'è più, ma che sembra di veder rivivere attraverso gli oltre 2000 oggetti che scandivano  l'esistenza della civiltà agropastorale lussurgese, e che le famiglie del paese hanno donato. Santulussurgiu è innanzitutto un luogo di grande tradizione equestre, dove ogni anno si corre Sa Carrela 'e nanti, importante manifestazione all'interno del carnevale dell'Isola. E nelle botteghe artigiane si produce tutto quanto serve per il cavallo e il cavaliere: selle, briglie, cinghie, speroni e staffe, insieme a coltelli e altri oggetti preziosi da collezionare
Carro da buoi
Il catalogo del museo, diviso in circa una decina di stanze, riguarda gli strumenti da lavoro quotidianamente utilizzati fino al secolo scorso: si va da quelli del contadino, come ad esempio le pale e i forconi, gli aratri di legno, i gioghi per i buoi, le falci per mietere, a quelli dell'allevatore, usati per svezzare gli animali, tosarli  e marchiarli. Ci sono anche oggetti che riguardano la vinificazione, la filatura, la tessitura e il cucito,  e quelli per la produzione del formaggio. Ogni sala espositiva è un percorso diverso, e in generale si tratta di una collezione davvero notevole. Le visite guidate al museo si organizzano su prenotazione, attraverso i contatti presenti sul sito. 

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