lunedì 17 ottobre 2011

Oristano e i monumenti aperti

Il palazzo Campus Colonna, in piazza Eleonora d'Arborea
Davvero incantevoli e strane, le giornate del 15 e 16 ottobre 2011 a Oristano. Con tutti i monumenti aperti e visitabili, a eccezione della Torre di Mariano II in piazza Roma, visibile solo esternamente per il pericolo di crollo di una campana. 
In tutto ben 43 edifici storici ed ecclesiastici a disposizione della curiosità dei visitatori, che sono stati davvero tanti e hanno affollato il centro storico della città e non solo. Diversi gli itinerari a disposizione,  con alcune novità per le aperture del palazzo Tolu Mundula, dell'Antica Canonica della Cattedrale, e del Cimitero di San Pietro
Non meno buona l'idea, consolidata, del bus navetta e del trenino turistico  con i quali raggiungere gli altri siti delle frazioni, come ad esempio la Chiesa della Maddalena, a Silì. Insomma, c'è voluto il tour che sta interessando tutta la Sardegna, per rendere per due giorni Oristano una città turistica e non invece, la città originale, come era stato scritto un po' di tempo fa sull'Unione Sarda, non a torto, occorre dire. 
Dal mio punto di vista di operatore all'Ufficio Informazioni, ho potuto constatare un interesse notevole per le bellezze artistiche di questa zona. Di solito si tende erroneamente a pensare che questo sia un fenomeno di nicchia ma non è così. 
Respirare un po' di storia attraversando luoghi spesso inaccessibili che si raccontano attraverso le immagini o i propri muri, è un'esperienza ricca di fascino. Un salto indietro nel tempo, se lasciate correre la fantasia. Dato che questo è un post sulle occasioni perdute, ecco alcune cose che andavano assolutamente viste (ma due giorni, obbiettivamente, sono pochi): il palazzo Campus Colonna, edificio signorile acquisito in tempi recenti dall'amministrazione comunale, con la sua ricca collezione di quadri, di fine '800 e inizio '900 rappresentanti feste cittadine, e con i mobili d'epoca nelle sale della Giunta e nell'Ufficio del Sindaco; l'Archivio storico comunale, dove si possono ammirare i documenti più antichi su Oristano, agevolmente consultabili in quanto digitalizzati: tra questi, codici miniati recuperati in fase di restauro e risalenti al medioevo giudicale, pergamene contenenti i privilegi concessi alla città dai sovrani spagnoli e gli atti parlamentari e di Consiglieria e, vera chicca,  le lettere tra Carlo Pisacane e Giuseppe Garibaldi, al quale fu concessa la cittadinanza onoraria oristanese;  la Cattedrale di Santa Maria Assunta, con le bellissime tombe bizantine e le suggestive  prigioni ecclesiastiche. L'elenco potrebbe facilmente continuare, ma mi fermo qui... del resto, io stesso, per qualche impedimento, quest'anno non ho potuto fare il mio consueto giro. 
La giornata di ieri l'ho passata a dare indicazioni a turisti perlopiù sardi, italiani, e qualche straniero; tra questi, a fine serata, due attempate signore di Boston, che hanno chiesto  per un "washing clothes". Dopo tante informazioni storiche, mi è sembrato curioso dare indicazioni per una lavanderia.
  
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