mercoledì 8 febbraio 2017

Il museo delle statue menhir


Tra i luoghi più misteriosi e interessanti da visitare in provincia di Oristano, c'è senza dubbio, a Laconi, il museo delle statue menhir. Qui potrete fare un suggestivo balzo indietro nel tempo, e apprendere un po' della preistoria e dell'archeologia sarda.
I siti megalitici del resto, sono diffusi in tutta Europa: Gran Bretagna, Francia e Corsica, Galizia.
La parola megalitico deriva dal greco e vuol dire grossa pietra e appunto tali sono i menhir: grosse, a volte enormi pietre piantate verticalmente nel terreno, di altezza variabile tra 50 cm e 3 metri. 
Non sono da confondere con i dolmen, successivi in ordine cronologico e polilitici, cioè fatti di più pietre ordinate e sovrapposte a formare una struttura. Di qualcuna di queste costruzioni più evolute, come ad esempio quella famosissimo di Stonehenge, risalente a 2.500 anni fa, nella città di Amesbury in Inghilterra, si sa che era un osservatorio astronomico e infatti il suo asse centrale è rivolto verso la posizione del sole durante il solstizio d'estate.

Venendo ai menhir (detti anche perdas fittas) in Sardegna, il mistero permane abbastanza irrisolto sulla loro funzione. La statua-menhir più antica è stata ritrovata ritrovata presso Genna Arrele, vicino Laconi, nella regione storica del Sarcidano. Altre aree dove sono stati fatti importanti ritrovamenti sono il Marghine (Meana Sardo e Silanus), il Barigadu e il Mandrolisai (Samugheo e Allai), e sempre il Sarcidano(Nurallao e Isili). Il periodo storico è il Neolitico-Età del Rame (2700-3200 a.C.) per quelli più antichi e non più tardi del 2000 a.C. circa, per quelli più recenti. 
Una cosa da sapere è la differenza tra menhir e statue-menhir. Coni primi si indicano i megaliti più antichi, eretti verticalmente nel terreno e non recanti alcun segno, con le seconde invece le strutture nelle quali sono riportati disegni e varie rappresentazioni. Nelle statue menhir infatti, si trovano rappresentati volti stilizzati, pugnali messi orizzontalmente, e soprattutto il motivo del capovolto (foto in basso). Questo disegno, ritrovato anche nelle domus de janas, sembrava stesse a indicare l'uomo nel suo passaggio nell'aldilà. 
I menhir avevano quindi una forte valenza religiosa, indicavano divinità, eroi o antenati divinizzati, oltre che simboli sessuali. A quest'ultimo proposito, oltre al simbolo fallico alcuni rappresentavano anche la fecondità femminile, con il disegno dei seni. A tutt'oggi, una leggenda o credenza racconta che le donne che non riescono a rimanere incinte dovrebbero fare visita a questi monumenti della fertilità e strusciarvisi contro.

Un'altra funzione che dovevano avere nella civiltà prenuragica, era quella di marcare il territorio rispetto alle comunità vicine, infatti si colgono tanti piccoli elementi di diversità tra i gruppi di menhir ritrovati in Sardegna. Essi sottolineano inoltre anche l'emergere all'interno della comunità della casta dei guerrieri, che si affermerà al tempo dei nuraghi.
Il ricco complesso delle statue-menhir di Laconi, presenta esemplari singolari e molto curati dal punto di vista della lavorazione della pietra. Proprio per queste caratteristiche e il gran numero di ritrovamenti, si è scelto di realizzare qui il museo delle statue menhir. Anche se la visione non è la stessa che si poteva avere guardandoli in campo aperto, dove si trovavano originariamente e da cui sono stati portati via per interrompere depredamenti e atti vandalici, nell'osservarli da vicino vi appariranno meravigliosi e misteriosi come il famoso monolite di Kubric in Odissea 2001 nello spazio.

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