giovedì 21 febbraio 2013

I giganti di Monti Prama

I giganti di Monti Prama a Li Punti (SS)
Dormivano tranquilli i giganti di Monti Prama, chi dice da 2700 anni, chi dice da ancor di più. Certo, quel giorno, un trattore che nel Sinis arava il terreno lì risvegliò bruscamente, passandogli vicino, e quelli si dovettero alzare. Impossibile, però, raddrizzare le intorpidite membra d'arenaria. Tutte anchilosate dal tempo e da un sonno di secoli. Ci pensarono qualche tempo dopo Giovanni Lilliu ed Emilio Atzeni, a dar loro una mano, in una giornata che a tutti sembrò stranissima: non appena furono aiutati a venire a luce, ancora sporchi di terra, il sole si oscurò e venne giù una pioggia che sembrava un diluvio. I due studiosi si spaventarono non poco, pensando a un presagio del cielo, ma portarono l'opera a compimento. In tutto emerse una squadra di 30 guerrieri, alti come watussi: il più basso misurava 2 metri e il più alto 2,60. Tra essi si riconobbero 17 pugilatori e 8 arcieri. A guardarli facevano un po' paura: avevano due ampi cerchi al posto degli occhi, che sembravano disegnati da un antico compasso e guardavano in modo piuttosto fisso. Come esercito era alquanto malridotto, a chi mancava lo scudo, a chi la testa, a chi un braccio o un piede... in più nessuno di loro parlava. Eh si, perché la prima cosa a cui si pensò, non appena i guerrieri uscirono dal buio, fu un'intervista che sciogliesse il mistero fittissimo sulla loro storia. Da dove venivano? Perché si trovavano in quel posto? Erano abusivi arrivati dell'antichità, ma Voyager non era ancora stato inventato per dipanare l'intricata matassa delle affascinanti ipotesi storiche sul loro conto.
Recente esposizione dei giganti a Li Punti
Per l'abbigliamento orientaleggiante, armi e fattezze non troppo diverse da quelle dei bronzetti nuragici e dei mitici Shardana, qualcuno nel periodo seguente li disse custodi delle tombe dove furono ritrovati, o rappresentanti di un'antichissima casta. Di certo stupì gli archeologi la loro somiglianza con le Kore e i Kuroi, statue greche dello stesso stile, di cui però i giganti di Monti Prama parvero subito più vetusti. Per paura che forse sarebbe stato necessario riscrivere tutta l'archeologia, e ritornare a studiare, i giganti di Monti Prama furono messi sopra un mezzo di fortuna e portati via. Non tutti se ne volevano andare, alla fine del giorno qualcuno di loro cercava ancora il proprio pezzo mancante sulla terra, in mezzo agli scavi, come in un puzzle, senza trovarlo. E proprio tutti, per quanto poteva consentire il contegno e la mimica di statue, mentre se ne partivano volsero uno sguardo di schietta malinconia al mare da cartolina di San Giovanni di Sinis. Da allora hanno passato circa trent'anni in uno scantinato del museo archeologico di Cagliari, come carcerati di lusso che sapevano troppo, se si fossero messi a parlare. Quando è stato chiaro che non ne avevano nessuna voglia, in tempi recenti, sono stati premiati per questo e portati a curare gli acciacchi dell'età in una beauty farm di Li Punti, a Sassari, dove ogni tanto fanno bella mostra di sè. In attesa, un giorno non troppo lontano, di fare ritorno ai brulli campi vicino a Cabras, di cui sono pur sempre originari.





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