mercoledì 30 ottobre 2013

Halloween nella tradizione sarda

Domani, notte d'autunno e ultimo giorno di ottobre, è Halloween! Una festa pagana che a prima vista non c'entra molto con la tradizione sarda. In effetti si tratta di una antica ricorrenza di origine irlandese, con la quale si iniziava l'anno contadino... e che in seguito è stata esportata anche in America e infine è giunta anche da noi in Italia. 
Eppure anche in Sardegna in passato c'era un culto speciale per le anime del purgatorio e la festa dei morti. L'origine di questa festa risale al VIII secolo, quando il Papa Gregorio III, decise di spostarne la data dal 13 maggio all'inizio di novembre, per farla appunto coincidere con il Samhain, il capodanno celtico.  
Da noi era  chiamata con il nome di Is Animeddas, le piccole anime, sa xena de is animas o de is mortus, la cena delle anime e dei morti. Nelle case, la vigilia del 2 novembre, s'imbandiva la tavola per i defunti, perché i morti tornavano dai loro cari, si sedevano, mangiavano e bevevano vino. E la mattina del 2 novembre, invece, i bambini bussavano alle porte delle case chiedendo Pos is Animas!  ricevendo in cambio un po' di regali: qualche soldo, castagne, noci, melograne, e nelle case dei più ricchi, pabassinas e pan 'e saba
Ai bambini, si raccontavano anche storie paurose, come quella di Maria Puntaoru (letteralmente: Maria Spiedo) , una donna molto brutta e perennemente affamata, morta sognando un piattone di spaghetti. Per questo, la sera del 1 novembre non bisognava assolutamente mangiare la pasta, e lasciarne un piatto a disposizione sul proprio tavolo, perché altrimenti lei di notte sarebbe arrivata  e nel sonno avrebbe bucato la pancia dei bambini  con il suo spiedo, per portare via gli spaghetti, di cui era golosissima.
Nel paesino di Morgongiori, per Ognissanti, era tradizione preparare le famose lorighittas

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