giovedì 22 settembre 2011

L'European mobility week

Oggi si conclude l'European Mobility Week, la settimana europea della mobilità sostenibile, nata nel 2002  e da allora ripetuta con successo, che ha lo scopo di sensibilizzare i cittadini e promuovere l'utilizzo in città di mezzi di spostamento alternativi all'auto privata. L'iniziativa, organizzata nei giorni dal 16 al 22 Settembre, e di cui oggi è la giornata clou, ha riguardato un gran numero di città europee. Anche in Italia e in Sardegna ha trovato una discreta applicazione: Alghero, Cagliari, Oristano, per citare alcuni esempi. 
Un modo quasi obbligato di fare se si vuole aumentare la qualità della vita nei contesti urbani metropolitani, ridurre l'inquinamento dell'aria e quello acustico, aumentando gli spazi verdi a disposizione delle persone. 
Un argomento interessante, quando si parla di mobilità sostenibile, è quelle delle greenways, che potrebbero essere ben più utili, nel lungo periodo,  dell'occasionale chiusura al traffico di strade che avendo già una destinazione, non risultano facili da riconvertire, e in cui il traffico può essere soltanto limitato. Un esempio di greenways, in Sardegna, sono i percorsi del trenino verde, di cui ho scritto nel precedente post. In Italia, secondo l'Associazione Italiana Greenways(che sta cercando di censirle con il progetto ferrovie abbandonateci sono più di 6.650 km di ferrovie dismesse; di queste circa 700 km sono diventate "vie verdi", mentre 450 km ferrovie turistiche. Le strade ferrate, dopo la seconda guerra mondiale, hanno subito un processo di lento abbandono, in quanto il trasporto su gomma è diventato il mezzo privilegiato per lo spostamento sia delle merci che delle persone. Una piccola parte di questi percorsi abbandonati è dovuta a varianti di tracciato. Oggi finalmente sta iniziando, sia pure in maniera sia pure timida e senza un vero coordinamento a livello nazionale, una lenta opera di riciclaggio. 
In Europa e nel mondo, ci sono diversi ottimi esempi di come dalle rotaie si sia passati alle bici: in Francia, ad esempio, è nata una ciclovia da Cornimont a Bussang,  in Lorena, proprio laddove prima c'era un tratto ferroviario. A New York, l'High Line Park, è un parco sopraelevato inaugurato nel 2009, costruito dove prima per 1,6 km c'era la struttura di una vecchia ferrovia, che ha funzionato dal 1934 al 1980. La Fiab, federazione italiana amici della bicicletta, ha appena pubblicato un interessante studio sulle ferrovie dismesse e trasformate in percorsi ciclistici: il libro "Dalle rotaie alle bici" a cura  di Giulia Cortesi e Umberto Rovaldi,  dove si racconta di 42 di tratti ex-ferroviari o tranviari, per i quali è  iniziata una fase di recupero. Si tratta solo di alcune ingegnose soluzioni, che in alcuni casi servono a recuperare e rendere più vivibili aree cittadine, in altri sono in grado di creare veri e propri circuiti alternativi su cui si può sviluppare un turismo "verde", su cui cui possono sorgere nuove attività economiche come agriturismi e punti di ristoro. 


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