domenica 10 luglio 2011

La Tunisia e la campagna pubblicitaria per attrarre i turisti

Un autobus londinese con il messaggio provocazione (BBC)
Da circa un mese, in quattordici Paesi europei, gira una campagna pubblicitaria che ha fatto arricciare il naso a molti. L'ha scelta l'Ente nazionale per la promozione turistica della Tunisia, in collaborazione con l'italiana Astoi, per far dimenticare i 23 anni di dittatura di Zine al-Abidine Ben Ali, provando a giocare la carta dell'ironia. Così, sugli autobus londinesi è apparsa la scritta "Si dice che in Tunisia le persone sono trattate con mano pesante" (vedi foto), e altri slogan come "Dicono che la Tunisia sia un luogo davvero caldo" con accanto, la foto di una giovane coppia che prende il sole. O ancora sul metrò di Parigi, un megaposter recita "Dicono che in Tunisia ci siano soltanto rovine". A tanti, dentro e fuori il Paese, il riferimento non è piaciuto, dato che la repressione della rivolta, secondo le Nazioni Unite, è costata la vita ad almeno 300 persone. Ma tant'è, il Ministero del turismo tunisino difende l'idea: dopo la rivoluzione, dalla Tunisia sono sparite le crociere e i tour operator hanno preferito spostare su altre destinazioni i propri pacchetti vacanza. Dai sette milioni di arrivi registrati nel 2010, si prevede di fermarsi, per la stagione 2011, a non più della metà. Per l'economia dello Stato nordafricano il turismo è un settore vitale, che da lavoro a circa il 20% della popolazione e rappresenta il 6,5% del prodotto interno lordo. Chissà se il tentativo funzionerà, di certo non è passato inosservato. Intanto, dal sito Viaggiare sicuri del ministero degli Esteri, fanno sapere che a tutt'oggi "il contesto socio-politico tunisino rimane ancora non pienamente stabilizzato" anche se ciò non riguarda le aree costiere, zone di abituale affluenza turistica.

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