sabato 3 agosto 2013

Casper, la storia del gatto pendolare

Tra un po' è tempo di vacanze, e come al solito per molti si pone il problema non solo di scegliere la meta delle ferie ma di cosa fare in quei giorni dei propri amici a quattro zampe. Gatti, cani e altro. Ormai, le strutture ricettive che in Italia sono in grado di ospitare gli animali domestici sono davvero tante e trovarle non è più un problema. Su turisti a quattro zampe, il sito del Ministero del Turismo dedicato a chi viaggia in compagnia dei propri animali, oltre a un gustoso spot, è possibile rintracciare l'elenco degli operatori aderenti e una guida sul tema. 
Per chi, invece, vuole rilassarsi con delle buone letture sotto l'ombrellone, beh, il gatto, si sa... è un animale misterioso e dal comportamento spesso curioso. In Casper, il gatto pendolare, la vera storia del gatto che prendeva l'autobus di Susan Finden (231 pp. , 7 euro su Ibs), si racconta la vita di un gatto domestico (felis silvestris catus) inglese, mezzo siberiano, diventato una celebrità nel suo paese, perché ogni giorno aveva l'abitudine a prendere l'autobus e spostarsi. Così, dopo la sua morte, l'affezionata padrona ha deciso di dedicargli un libro. Che va dal momento in cui un'anziana signora gattofila e vicina all'organizzazione Cats protection lo diede in dono a Susan e al suo compagno, a quando la nuova proprietaria iniziò a osservare l'abitudine del baffuto animale di concedersi accurate esplorazioni in vari luoghi del quartiere, non soltanto cortili e giardini, ma anche l'ambulatorio medico dove si recava lei stessa. Fino alla scoperta, dopo un trasloco, che il gatto ogni giorno era uso prendere l'autobus 3 della compagnia First, di fronte a casa sua, a Barne Barton, fare il percorso di oltre dieci miglia fino al capolinea, comodamente accovacciato in fondo al mezzo, e rientrare. La cosa attirò ben presto l'attenzione dei media nazionali (qui un video della BBC), oltre a rappresentare un attrazione quotidiana per i divertiti passeggeri e a suscitare la simpatia del conducente, che pregava sempre di non disturbare lo speciale passeggero. La compagnia di trasporto arrivò perfino a mettere sull'autobus una gigantografia di Casper e della sua padrona. 

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