giovedì 7 luglio 2011

Ardia di Sedilo, si rinnova il rito e le polemiche

Cavalieri all'Ardia 
Anche quest'anno, il 6 e 7 luglio, si è rinnovata la spettacolare tradizione dedicata all'Ardia di Sedilo (su facebook alcune foto). Una corsa a cavallo, tutta velocità e destrezza, a cui hanno preso parte oltre ottanta cavalieri, rinnovando il voto verso Santu Antinu, presso l'omonimo santuario di San CostantinoIn mezzo a mantelli di polvere sollevati dagli animali al galoppo, gli spari a salve dei fucilieri,  tantissima gente e l'atmosfera un po' western del paese di Sedilo, la corsa è stata magistralmente guidata da Giovanni Pes, capocorsa e prima pandela, seguito da Mario Chessa e Costanzo Salaris, rispettivamente seconda e terza pandela. Una competizione appassionante e non facile, l'Ardia, come nel ciclismo c'è un campione in fuga e gli altri gregari a proteggerlo perché qui la fede e il rito, in onore del Santo, non accettano che ci sia un altro esito.  Così, è un correre a precipizio giù dalla collina, verso l'arco d'ingresso del paese, passando accanto ai muristenes, girando più volte intorno a sa muredda, e infine risalendo sempre al galoppo verso la chiesa. E anche quest'anno, purtroppo, non è mancato qualche ferito, a causa di alcuni incidenti a cavallo occorsi ai cavalieri e che scateneranno le solite polemiche. Del resto, come scrisse il poeta Montanaru, a Sedilo "Faghene proas terribiles d'azzardos, pro cudda antiga fide ereditada dae Santu Antine/ e consacrada dae generosos coros sardos" (Azzardano prove difficilissime, in nome dalla fede antica, eredità di San Costantino, consacrata dai generosi cuori sardi.) 

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