mercoledì 21 agosto 2013

Le domus de janas

Domus de janas "Genna Silixi" a Villa Sant'Antonio (Or)
In sardo si chiamano domus de janas o domos de sas fadas, che significa "casa di streghe" o di "fate", cioè di esseri favolosi, femminili, di piccoli dimensioni, animati da uno spirito bizzarro e brigadoras, cioè dispettose ma senza cattiveria. Le domus de janas sono grotticelle scavate artificialmente nella roccia - in prevalenza granito e trachite, ma pure basalto, calcare, marna - e destinate a sepolture collettive. Risalgono al Neolitico recente e alla cultura di Ozieri (4200-3500 a.C.) e anche all'Età del Rame, attualmente in Sardegna se ne conoscono oltre 3.500, disseminate un po' in tutta l'Isola, anche se la loro maggiore concentrazione si registra nel Sassarese, nel Meilogu, nel Goceano Monte-Acuto, nell'Ogliastra marina e nel Sulcis. Non mancano neppure nell'Oristanese.
Interno della domus
Dal punto di vista della pianta nelle domus esiste la massima varietà: da forme con un'unica cella a tombe con numero molto consistente di ambienti, con schema a T, a croce, o a sviluppo centripeto (non è esclusa una progressiva elaborazione, dal semplice al complesso). L'accesso nel tipi più antichi è a pozzetto, più tardi diviene frequente un corridoio - dromos - talvolta molto lungo; quando la roccia lo consentiva, i portelli d'ingresso, spesso elegantemente sagomati, venivano aperti verticalmente sui costoni naturali (foto in alto); il dromos immette genericamente in un'anticella dalla quale si passa a una cella centrale dalla quale sia aprono le varie celle (foto a destra). Sulle pareti delle tombe compaiono spesso teste di toro inrilievo o splendide corna dipinte in ocra rossa, motivi a spirale e curvilinei,forme femminili stilizzate, rappresentazioni della Dea Madre, adorata da molteciviltà mediterranee. Sono state rinvenute anche statuette in marmo, alabastroo calcare e raffiguranti la divinità femminile, simbolo della fertilità,ceramiche, punte di freccia e utensili in ossidiana e selce, collane di dentidi cinghiale e di volpe, pendenti in quarzo, bracciali e anelli dirame. Le Domus de Janas, infatti, non erano semplici tombe, ma veri e propri luoghidi culto. Alla base vi era la speranza, da parte dei vivi, in una rinascitadopo la morte grazie al potere fecondatore della divinità maschile il Dio Toroe femminile la Dea Madre.
Alcuni paesi in provincia di Oristano nel cui territorio sono state rinvenute domus de janas sono: Abbasanta, Busachi, Cabras, Gonnostramatza, Nughedu Santa Victoria, Scano Montiferro, Villa Sant'Antonio.

Sullo stesso argomento, vedi: il museo delle statue menhir

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