sabato 28 maggio 2011

Sei un turista attento e responsabile?


Qualcuno dice che il turismo è un po' come l'automobile, un tempo doveva essere scattante e grintosa, oggi la si pretende sicura, affidabile, misurata nei consumi e che rispetti l'ambiente. Se quando parti per una meta hai l'abitudine d'informarti, vai ospite in strutture a basso impatto, durante il soggiorno cerchi il contatto con le popolazioni del luogo, forse non lo sai, ma stai facendo turismo responsabile.
Infatti, contrariamente a quanto si pensa, il turismo non è affatto un'industria leggera, ma ha connotazioni che secondo Gilberto Borzini, docente di marketing del turismo all'Università di Torino, alla lunga sono in grado di depauperare un territorio, sradicare le culture locali e sostituirle con  modelli imitativi e d'importazione. Il paragone forse è un po' forte, ma rende l'idea, forse per questo ormai da diversi anni la parola chiave è diventata sostenibilità. A fronte di un flusso di turisti che nel 2020 raggiungerà, secondo le stime degli organismi internazionali, la cifra di 1,6 miliardi, gli ecosistemi più delicati rischiano di essere compromessi da atteggiamenti sbagliati o involontariamente poco attenti. 
E' il caso, ad esempio, della spiaggia  di Is Arutas, vicino a Oristano, la cui sabbia bianchissima, costituita da piccoli quarzi simili a chicchi di riso, è un'autentica rarità, non in grado di rigenerarsi in quanto formatasi in epoca geologica lontanissima, e va difesa con impegno. Da diversi anni l'Area Marina Protetta di Cabras l'ha messa  al centro di campagne estive di educazione ambientale, come "Amico, non portarmi via", per evitare che continui a venire sottratta come souvenir o anche semplicemente trattenendola nelle scarpe. 
Gli atteggiamenti responsabili, quando si va in viaggio, sono semplici e producono gratificazione in chi li attua. E' sufficiente farsi organizzare il tour dagli operatori che vi garantiscono la maggiore sostenibilità ecologica, prepararsi leggendo guide o consultando siti web sulla destinazione, informarsi sulla policy di un albergo per quanto riguarda il rispetto dei dipendenti e dell'ambiente, e soprattutto viaggiare lenti, che non vuol dire annoiarsi, ma godersi al massimo la propria esperienza mettendoci attenzione e contenuti. A livello mondiale esistono molte proposte di viaggi solidali, e informazioni sui paesi da sostenere o da evitare facendo turismo, in base al rispetto dei diritti umani. 
Numerosi anche i libri dedicati a questo tema. Di recente il Touring Club ha pubblicato una guida dedicata a cos'è e come si fa il turismo responsabile, altri testi interessanti sono "Andare a quel paese" di Duccio Canestrini ( Feltrinelli, 10 €), o la guida "Lonely Planet Code Green" (Lonely Planet, 20 €), che contiene un sacco di proposte affascinanti, dal restauro dei tempi in Nepal alla ricerca degli orsi in Transilvania. 





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