lunedì 14 marzo 2011

"Mi dichi", prontuario comico della lingua italiana

E' da qualche giorno in libreria, "Mi dichi", prontuario comico della lingua italiana, scritto da Paolo Villaggio (Mondadori, pagg. 128, € 15). Per chi non lo sapesse Villaggio oltre che attore comico si è sempre definito anche scrittore, fin dai tempi di Fantozzi. Addirittura spesso racconta la storia, non abbiamo modo di sapere se vera o inventata, che si trovò a dover impersonare l'ormai celebre ragioniere, dopo averne scritto la vicenda, perchè nessuno voleva cimentarsi nella parte. 
In questo curioso e divertente libro, presentato qualche giorno fa da Fazio in tv (vedi l'intervista), il bersaglio della satira di Villaggio è la neo-lingua italiana, cioè quel misto di linguaggio burocratico e scivoloni lessicali e linguistici con cui le persone e le diverse categorie professionali si trovano a convivere giornalmente. Un miscuglio di gaffe tragiche, dove mi dichi è ormai la forma corretta del congiuntivo, brevi manu si trasforma in brevi mani e significa tenere le mani all'altezza delle ascelle, Kandisnky è un dolce nazionale ungherese, Venerea indica una donna bellissima, Kibbutz è un'espressione usata dalle contadine di Alberobello quando sentono bussare alla porta del trullo. Insomma, il libro è un ritratto spassoso, irriverente e spietato della nostra mediocrità, anche espressiva, come nei film ormai leggendari in uno dei quali, durante una partita a tennis tra il ragioner Filini e Fantozzi, il primo si rivolgeva al secondo con la frase "Batti lei?". 
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