sabato 22 gennaio 2011

Torna l'incubo dell'eolico

Il Tar di Cagliari ha bocciato le delibere regionali assunte in tema di eolico, sia a terra che off-shore. Come immediata conseguenza, la Sardegna rischia un nuovo assalto dai signori del vento, impegnati in un'operazione speculativa senza precedenti.
A oggi i parchi eolici realizzati sono 27, per un totale di 606,2 megawatt prodotti, che raggiungono i 985 se si tiene conto dei parchi approvati dalla giunta Cappellacci e degli altri costruiti prima che la Regione assume potestà legislativa nella materia. Di tutta quest’energia, solo circa il 35% è destinata al fabbisogno reale della Sardegna.
Attualmente, però, vi sono ben 34 richieste pendenti presso l'Assessorato all’Industria, (18, per altri 714 mw) e l’Assessorato all’ambiente (16, per altri 551 mw). Se tutte queste richieste venissero approvate l’impatto, dal punto di vista paesaggistico e ambientale, sarebbe devastante.
Oltre a quelli sulle coste, si parla di progetti un po’ in tutta l’isola: a San Gavino, nell’area industriale di Villacidro, nel territorio di Iglesias, a Sassari, Porto Torres, nei territori di San Giovanni Suergiu e Gonnesa. Non mancano le proposte anche nell’oristanese: a Suni, in Planargia, si prevede di installare 18 pale da 2 megawatt l’una, mentre un parco leggermente più piccolo si vuol fare a Siamaggiore.
Per il momento la politica ostenta sicurezza. Il consigliere regionale Mario Diana ha affermato che  nonostante le comprensibili preoccupazioni dovute alla sentenza del Tar, la materia dell’eolico off-shore è ancora regolamentata dalle norme paesaggistiche introdotte dal Consiglio regionale con il "Piano Casa". Nessun commento, tuttavia, è stato riservato all’eolico a terra, che è quello che la pronuncia del Tar fa rientrare dalla finestra. La deputata Caterina Pes ha espresso preoccupazione, in quanto vi è il rischio concreto del ritorno a un far west del vento.

( la fonte per questo post è l’articolo apparso sull’Unione Sarda il 21/01/2011, “Eolico, la mappa del nuovo assalto", di Anthony  Muroni) 

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