venerdì 31 dicembre 2010

Su trigu cottu

E' un ricordo antico, questo. Affidato alla mente lucidissima di qualche anziano che lo rievoca come un rito augurale di fine anno, rivolto a bimbi e adulti, quando le cene del veglione non avevano l'opulenza che hanno oggi, e gli alberi di Natale, se si facevano, erano addobbati con un po' di frutta invernale (mandarini, ad esempio) e qualche pezzo di cioccolata (più di rado). La tradizione alla quale mi riferisco, ormai quasi del tutto scomparsa, è quella de "su trigu cottu". In un recipiente di terracotta, il 30 di dicembre, si metteva a riscaldare in acqua una certa quantità di grano, per circa quindici minuti. Poi si levava il recipiente e lo si adagiava in un cesto riempito con della paglia, e coprendolo con una coperta si aspettava il passare della notte. Il giorno dopo, cioè l'ultimo dell'anno, si andava a verificare la riuscita del procedimento: il grano doveva essersi cotto lentamente ed i chicchi   gonfiati e diventati morbidi. 
Questo umile piatto, lo si condiva con la profumata e prelibata saba, il vino cotto usato per la preparazione del pane di saba e altri dolci tipici sardi. Ma per servirlo, si aspettava che i bambini passassero a chiederlo, e come usanza la padrona di casa doveva negare di averne fatto. Solo dopo, lo si poteva consumare. 
Qualche giorno fa, alla trasmissione "Videolina Mattina", una vispa e vecchia cuoca di Nurri, la simpatica Zia Maria, ha disquisito allegramente di come si fa il pane e illustrato i vari passaggi della ricetta de "su trigu cottu", in questi due gustosi e spassosissimi video (parte 1 e parte 2).  

giovedì 30 dicembre 2010

Mamaioa, la sfida del vino senza solfiti

E' l'ultimo nato di casa Contini. Si chiama Mamaioa, rosso simpatico e un po' sbarazzino. A cominciare da quel nome, Mamaioa, simbolo della coccinella portafortuna, il più adatto a un rosso creato per essere amico dei giovani. Libero da costrizioni e disciplinari che ne comprimano l'estro, ma soprattutto libero dai solfiti, sostanze chimiche utilizzate (in modica quantità) per assicurare la lunga conservazione dei vini. Operazione tecnicamente avanzata, possibile solo per chi possiede una solida preparazione professionale. Mamaioa è infatti figlio di un'agricoltura integrata, con un ricorso minimo a prodotti che possono incidere sull'equilibrio ambientale. Un percorso proseguito anche in cantina per eliminare la presenza di micro organismi che provocano l'alterazione del vino in bottiglia. Mamaioa è un rosso senza additivi, in grado di durare nel tempo, il sogno di ogni viticoltore, quasi sempre destinato al naufragio con l'arrivo dei primi tepori primaverili. Un'autentica scommessa, quella tentata dai Contini, viticoltori di antica tradizione: "Si è sempre sostenuto che produrre su larga scala un vino senza anidride solforosa - dice Paolo Contini, presidente dell'azienda - fosse impresa ardua, quasi impossibile, ma siccome siamo ostinati e un po' sognatori, ci abbiamo provato". Il tempo dirà se la loro ostinazione sarà premiata. Nel frattempo, Mamaioa ha esordito nel mercato, con la sua aria scanzonata e un prezzo interessante (sui 7 euro) quello giusto per le possibilità economiche dei giovani. Il clima di attesa e speranza che accompagna questo vino "Senza solfiti aggiunti" traspare anche nella scheda aziendale. Declinate le generalità di Mamaioa, base Nieddera, più una piccola percentuale di Cannonau e Merlot, alla voce Colore si legge: "Oggi rosso rubino, riflessi violacei…. e poi si vedrà; Profumo: "Nei primi mesi fragrante, vinoso, in prevalenza di frutti rossi…. e poi si vedrà; stesso ritornello per il Sapore: "Nei primi mesi fresco, morbido, piacevolmente giovane". Mamaioa, moderato nel grado alcolico (12,5) si abbina piacevolmente a piatti di carni, rosse e bianche, ma apprezza anche il pesce. E' destinato a durare nel tempo, ma si consiglia di berlo giovane. Nel frattempo, i Contini vogliono scoprire come andrà a finire quella che hanno definito "Una sfida curiosa".



( di Lucio Salis, L'UnioneSarda.it 29/12/2010, per andare al giornale cliccare qui )

martedì 28 dicembre 2010

Concerto di Capodanno con l’Orchestra Filarmonica di Donetsk


Domani mercoledì 29 dicembre, alle ore 21.00 al Teatro Antonio Garau di Oristano, l’Ente Concerti “Alba Pani Passino” di Oristano chiuderà la sua 35ª Stagione concertistica con il Concerto di Capodanno con l’Orchestra Filarmonica di Donetsk, diretta da Alexander  Dolinsky. L’orchestra filarmica ucraina è sorta a Donetsk nel 1937, fondata da Natan Rahlin, che ne fu anche il primo direttore stabile. Attualmente, per la qualità delle sue esecuzioni e per il consistente numero di produzioni, l’Orchestra è unanimemente considerata una delle più importanti del Suo paese.  L’ininterrotta attività concertistica svolta in patria ed all’estero, unita alla partecipazioni a prestigiosi festival europei come anche ad importanti competizioni internazionali in qualità di orchestra ospite, fanno della Orchestra Filarmonica ucraina uno dei complessi più richiesti soprattutto nell’area slava e nei paesi dell’est europeo.  Molto apprezzata anche nelle sue tournée in occidente, ha riscosso ampi consensi di pubblico e di critica in Belgio, Francia, Germania, Italia, Olanda, Regno Unito, Svezia e Canada e Cina.   Hanno collaborato con l’Orchestra famosi direttori e grandissimi solisti come K. Ivanov, K. Simenov, K. Kandrashin, Y. Temirkanov, Y. Simonov,  B. Lyatoshinsky, S. Turchak, V. Gergiyev, E. Giles, S. Richter, L. Oborin, N. Petrov, M. Voskresensky, D. Oystrah, L. Kogan, M. Rostropovinc, A. Gavrilov ecc.  Il repertorio dell’orchestra, che ha in organico completo oltre 80 musicisti, comprende tutta la tradizione classica, romantica e moderna con una particolare predilezione per gli autori ucraini, in particolare per Sergey Prokof’ev.  Grazie all’importante opera di divulgazione delle opere di questo straordinario musicista, nel 1997 è stata assegnato all’orchestra il Premio Sergey Prokof’ev. Alexander  Dolinsky, direttore di orchestra, Direttore stabile dell'Orchestra Filarmonica di Donetsk da oltre 18 anni, è una figura determinante per la compagine orchestrale. Egli ha, infatti, avuto la capacità di fissare all'interno delle trame della struttura artistica costituente il tessuto musicale, una professionalità senza precedenti. Il grande direttore d’orchestra Alexander Dolinsky  dirige anche il balletto del teatro di Kiev e numerose produzioni operistiche in Donetsk. Nel 1988 è stato nominato direttore stabile della Filarmonica di Crimea, con la quale ha tenuto oltre 700 concerti. Ha fondato il coro Ortodosso di Yalta, divenendo Direttore del locale Conservatorio, presso il quale è anche titolare della cattedra di Direzione d'Orchestra. Dal 1999 è direttore Stabile della Filarmonica di Donetsk . Ha ottenuto il titolo di artista emerito dell'arte Ucraina. Il Concerto è organizzato con il patrocinio della Fondazione Banco di Sardegna, della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero per  i Beni e le Attività culturali, del Comune e della Provincia di Oristano.  

Info: Teatro Antonio Garau, via Parpaglia 14 (tel. 0783.78886)  www.enteconcertioristano.it e ufficio.stampa.ente.concerti.or@gmail.com
Prezzo del biglietto: intero € 15,00 ridotto € 12,00. I biglietti potranno essere acquistati nei giorni 27, 28 e 29 dicembre, a partire dalle ore 17.00, presso la Biglietteria del Teatro Garau

domenica 26 dicembre 2010

Concerto del Coro Su Cuncordu ‘e su Rosariu di Santu Lussurgiu


Martedì 28 dicembre alle ore 20.00, all’Auditorium di San Domenico, l’Ente Concerti “Alba Pani Passino” di Oristano proporrà, all'interno della sua 35ª Stagione concertistica, il Concerto del coro Su Cuncordu ‘e su Rosariu di Santu Lussurgiu.
 Nella metà del XV secolo, i frati Minori Osservanti dell’Ordine Francescano fondarono un convento a Santu Lussurgiu, con annessa la Chiesa dedicata a Santa Maria degli Angeli. All’inizio del XVII secolo i Domenicani di Sassari, invocati costantemente dagli abitanti di Santu Lussurgiu, eressero nel 1605 la Confraternita del SS Rosario, nella Chiesa di Santa Maria, con la sede nella Cappella della Madonna del Rosario. 
Fin dall’inizio questa Confraternita ebbe l’incarico di organizzare i sacri riti della Settimana Santa, fornendo il canto in coro per queste emozionanti e coinvolgenti funzioni. La fusione tra il canto liturgico colto e quello popolare arcaico fanno del repertorio canoro di Santu Lussurgiu un’esecuzione unica nel suo genere. Questo canto è stato tramandato per tradizione orale, poiché sono inesistenti documenti di musica scritta. Il canto sacro popolare eseguito dal coro su Cuncordu è stato innestato positivamente in opere liriche e concerti di musica barocca. L’attuale coro è titolare del canto dal 1976, anno in cui gli anziani hanno ceduto il passo ai giovani. Dagli inizi degli anni '80 il coro ha partecipato a molti concerti, nell'ambito dell’Etnomusicologia italiana e a numerosi seminari di musica antica in tutta Italia ed in Europa (Utrecht, Parigi, Marsiglia, Madrid), collaborando a spettacoli teatrali e superando la soglia di oltre 500 concerti. Si è esibito anche in America latina (Brasile e Argentina), negli Stati Uniti (New York) e Singapore con il progetto multimediale “Sonos ‘e Memoria”. Il 9 aprile del 2000 ha avuto il privilegio di rappresentare la tradizione cristiana d’occidente, in un concerto di canti pasquali tenutosi a Parigi alla “Citè de la Musique”insieme ad un coro della Georgia che rappresentava  la tradizione cristiana ortodossa dell’Europa occidentale. Il coro, divenuto quasi un guardiano del repertorio canoro del proprio paese, è consapevole di possedere nei canti un prezioso patrimonio spirituale e culturale, sulla cui integrità intende vigilare. 
Il Concerto è organizzato con il patrocinio della Fondazione Banco di Sardegna, della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero per  i Beni e le Attività culturali, del Comune e della Provincia di Oristano.  

Info: Teatro Antonio Garau, via Parpaglia 14 (tel. 0783.78886)  
ufficio.stampa.ente.concerti.or@gmail.com

Prezzo del biglietto: intero € 8,00 ridotto € 5,00 
I biglietti potranno essere acquistati il giorno del concerto presso l’Auditorium san 
Domenico a partire dalle ore 17.00  

sabato 11 dicembre 2010

Il festival del cinema sostenibile ad Abbasanta e Norbello

Da oggi, fino al 19 dicembre, si svolgerà ad Abbasanta e Norbello - con staffetta prevista a metà mese - un concorso internazionale cinematografico ispirato ai temi della sostenibilità economica e sociale, primo evento di questo genere realizzato in Sardegna. Il concorso prevede la proiezione di 48 pellicole tra corti, mediometraggi, e lungometraggi. A Norbello la sistemazione logistica sarà presso l'aula consiliare, dove sono previsti anche dibattiti, la mostra fotografica "Uomo e territorio", e inoltre saranno aperti workshop e laboratori dedicati alle energie rinnovabili. Le seconda parte del festival, invece, sarà ospitata presso l'Agorà di Abbasanta e aprirà il 15 dicembre alle ore 17. Il 19 dicembre si celebrerà la giornata della sostenibilità, per incoraggiare il consumo dei prodotti locali e in concomitanza con l'apertura degli stand - ore 10 - saranno proiettate le migliori pellicole in gara al Sardinian Sustainability Film Festival. Lo stesso giorno, alle ore 21, le delegazioni comunali di Norbello e Abbasanta daranno corso alla cerimonia di premiazione, che sigla un evento realizzato con la partecipazione della Regione e di numerose associazioni, tutte realtà interessate ad aggregare le comunità e a promuovere la cultura della sostenibilità attraverso uno strumento potente e coinvolgente come il cinema.

venerdì 10 dicembre 2010

La viabilità romana nella provincia di Oristano

(Le terme di Fordongianus)
Oggi, 10 dicembre, alle ore 17, presso l'Aula Consiliare del Comune di Fordongianus - Via Francesco Coco (retro casa parrocchiale) -verrà presentato il libro "La viabilità romana nella provincia di Oristano". L'incontro è organizzato dalla Cooperativa Forum Traiani e e dall'Amministrazione Comunale di Fordongianus, e vedrà la presenza dell'autrice Stefania Atzori e del prof. Raimondo Zucca. ( Dip. di Storia, Università di Sassari ).

giovedì 2 dicembre 2010

I libri aiutano a vivere meglio

(Bruno Munari alla biennale di Venezia, 1966)
Fa tappa ad Oristano, da domani fino a domenica 19, presso il Foro Boario, dopo essere partita a Cagliari il 4 novembre scorso, la bella mostra “I libri aiutano a vivere meglio”  proposta dall’Associazione Malik di Gavoi a cura di Munlab, finanziata dall’assessorato regionale alla Cultura, e dedicata al genio artistico di Bruno Munari. Architetto, poeta, designer, scomparso a Milano nel 1998, la sua sterminata produzione ne ha fatto un protagonista indiscusso dell’Italia del secolo scorso, fin dagli anni ’30,  sebbene sia impossibile da catalogare: famose le Macchine inutili, la Sedia per visite brevissime, i Filipesi e le Strutture continue, le Tavole tattili o gli Oli su Tela; a cui si aggiungono anche i libri-gioco per bambini, che proiettano uno sguardo disincantato ma estremamente acuto sul mondo. Inizialmente vicino al secondo futurismo, Bruno Munari espone con il movimento e illustra alcuni libri tra cui nel 1937, Il poema del vestito di latte di Marinetti. Col maturare del suo lavoro artistico e grafico, si distacca progressivamente dal gruppo futurista, avvicinandosi all’astrattismo ma raggiungendo una posizione autonoma rispetto a tutti i movimenti artistici italiani. Una libertà poetica e creativa che lo porterà ad ideare i suoi capolavori: le Sculture da viaggio, negazione della plastica tradizionale e del limite di un oggetto; i Negativi-Positivi con cui indaga i rapporti tra sfondo e figura eliminando entrambi; le Macchine inutili che anticipano il suo interesse per la distruzione dell’opera d’arte tradizionale; le Aritmie, in cui rende casuali e sorprendenti i movimenti di alcune macchine; i Fossili che fanno riflettere con umorismo sull’obsolescenza della tecnologia moderna e la Sedia per visite brevissime la cui seduta è inclinata a 45°. Alle convenzioni sociali ed artistiche Munari preferisce la rivoluzione silenziosa, la cui vocazione naturale è attraversare i limiti presenti nelle idee, negli oggetti e nel tempo. E così una fotocopiatrice, nata per riprodurre oggetti tutti uguali, diventa creatrice di Xerografie originali, veri e propri pezzi unici fatti nascere dallo spostamento del foglio di carta sulla macchina. E ancora, i libri perdono le parole e i materiali tradizionali per diventare illeggibili. Oppure gli orologi possono annullare o confondere il tempo come Ora X, a funzionamento cromatico, dove al posto delle lancette si muovono forme e colori, e Tempo libero, progettato per Swatch, che rimescola le ore sparse a caso sul quadrante. I limiti fisici, sociali o linguistici - secondo l’artista - non vanno annullati ma superati guardando le cose con occhi diversi e da nuovi punti di vista.
È all’industrial design che Munari dedica un’attenzione particolare, soprattutto a partire dal 1957, quando inizia a collaborare con la ditta Danese di Milano e progetta il celebre Posacenere cubo, uno dei più funzionali mai realizzati. Famose anche le sue lampade e il secchiello portaghiaccio, lavoro che gli vale il secondo Compasso d’oro. Sua parola d’ordine nel design è “togliere, togliere, togliere”, convinto che semplificare sia la cosa più difficile perché chiunque può aggiungere un colore, un suono o una forma, ma per togliere bene bisogna sapere cosa togliere (è una sua definizione). Per lui quindi l’oggetto perfetto è la sintesi minima in grado di risolvere una serie di problemi – tecnologici, estetici, economici, di imballaggio, funzionali – al di fuori di ogni moda.
Il pensiero e l’opera di Munari hanno trovato una naturale applicazione nel mondo della didattica, anche per volere del figlio dell’artista, Alberto Munari, attraverso incontri didattici per i bambini delle scuole, i loro insegnanti e le famiglie, al fine di esplorare, concretamente, le sperimentazioni che sottendono ogni realizzazione artistica, e, in particolare, la sua opera multiforme. In tutti i lavori si respira la stessa impostazione, cioè un gusto complesso ed essenziale al tempo stesso, e un’esaltazione della progettualità a tutto tondo. La mostra, oltre a essere un’importante occasione per godere delle opere originali del grande artista, specie quelle dedicate ai più piccoli, sarà completata dal progetto, chiamato “metodo Munari”, che prevede proprio i laboratori in cui i giovani studenti della scuola media 4 si eserciteranno cercando di applicare i dettami della sua “arte anomala”.

Dove: Foro Boario, Oristano Piazza G.L. Pintus, all’angolo tra Via Ricovero e Via G. Marconi.

Quando: dal 3 al 19 dicembre. L’ingresso é gratuito e aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00.

mercoledì 1 dicembre 2010

Appuntamenti di musica e arte delle prossime settimane


Torna con alcune date, dal 1 al 18 dicembre, il festival di arte e cultura Global Futur che si fermerà a Oristano, Santu Lussurgiu e San Vero Milis. Organizzato dall’associazione culturale Quercus vedrà concerti, convegni, mostre di fumetti e fotografia, teatro sperimentale. Si inizia con la mostra di arte contemporanea “il Tempo interrotto”, nello spazio espositivo di via Diego Contini n°83 a Oristano. Il secondo appuntamento è “Identità e gusto del territorio”, un convegno dibattito in programma sabato 4 a Santu Lussurgiu, nel salone dell’ex dopolavoro, dove sono previsti diversi interventi, anche da parte degli organizzatori del festival. Sempre questo sabato, invece, a Oristano, nella chiesa di San Domenico, si esibiranno alcuni musicisti, nel concerto Easy Jazz. L’ultimo appuntamento del Global Futur è previsto il 18 alle 22, a San Vero Milis, dove ci sarà “Nuove frontiere musicali”. Si esibiranno i gruppi sardi 4BedGuys, gli spagnoli Amatria, e il dj isolano SignoraFranca. Martedì 7, al Teatro Garau di Oristano, andrà in scena l’atteso concerto di fine anno, nel centenario dell’associazione musicale di Santa Cecilia.  Un evento in collaborazione con l’Unicef, dedicato ai bambini di Haiti, che prevede un concerto delle bande musicali di Macomer e Ploaghe e cercherà di avvicinare al mondo di flauti e ottoni bambini, adulti, e coloro vogliono conoscere meglio questa realtà. Durante la serata verrà presentata la nuova scuola di musica fiati e percussioni, con corsi rivolti a tutti e programmi personalizzati. Restando in tema di musica, venerdì 17 nel Centro servizi culturali in via Carpaccio, ancora a Oristano, si svolgerà un incontro sul lavoro del fisarmonicista Ireneo Massidda, “Passus de Ballu”, un cd con un libro contenente gli spartiti, dedicato alla musica tradizionale sarda. All’incontro è prevista anche la partecipazione di Fabrizio Marchionni, apprezzato compositore ed etnomusicologo.

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